Mercer Quality of Living 2019

Mercer Quality of Living, Global Mobility, Expat

Vienna si riconferma la città nel mondo con la migliore qualità della vita, per il 10° anno consecutivo

  • 13 marzo 2019
  • Italy/Global, Milano/Roma

Milano (41esima) e Roma (56esima) guadagnano entrambe una posizione

Vienna domina, per il decimo anno consecutivo, la classifica Mercer Quality of Living. Sul podio, al secondo posto la svizzera Zurigo. In terza posizione, a pari merito, Auckland, Monaco e Vancouver. Come ogni anno Mercer ha messo a confronto, sulla base di 10 parametri, una parte (230) delle oltre 450 città nel mondo che compongono il suo database “Quality of Living”, cui fanno riferimento le multinazionali e le grandi aziende su scala globale per retribuire in modo equo i dipendenti chiamati ad incarichi internazionali.

In un contesto di disruption, a livello globale, e di tensioni economiche, politiche e sociali, diventa sempre più importante per le aziende potere fare riferimento a dati omogenei, corenti ed affidabili. A questa esigenza rispondono le banche dati di Mercer, e l’indagine Quality of Living, che da oltre 20 anni è il punto di riferimento per le società che predispongano politiche di espatrio per i collaboratori, e per le città ed i pubblici amministratori che desiderino essere attrattive nei confronti del talento su scala globale.

Quest'anno, Mercer complementa la ricerca con una classifica ad-hoc in materia di sicurezza personale, che ricomprende indicatori legati alle relazioni internazionali, alla stabilità interna al Paese, all’ordine pubblico ed al tasso di criminalità. «La sicurezza personale è la pietra angolare della stabilità personale e quindi professionale, ed è un pre-requisito perché il talento degli individui si possa esprimere nel business» commenta Luca Baroldi, Reward & Information Solutions Leader per Mercer Italia. «Le società hanno bisogno di informazioni accurate costruite a partire da metodi oggettivi per determinare le implicazioni derivanti dal mutamento degli stili di vita e dalle preoccupazioni legate alla sicurezza personale del personale da inviare all’estero. Ogni preoccupazione in merito alla sicurezza personale può essere critica e avere impatti significativi sul successo e sui costi di un programma di Global Mobility».

Lussemburgo, capitale dell’omonimo stato, occupa il podio più alto di questa speciale classifica, seguita dalle svizzere Berna, Basilea e Zurigo e dalla finlandese Helsinki, tutte pari-merito in seconda posizione. Le città meno sicure al mondo, ultime in graduatoria anche per la qualità della vita complessiva sono Damasco e Bangui (Repubblica Centrafricana).

LE CITTA ‘ ITALIANE

Milano occupa la 41esima posizione, a parimerito con Londra. Matteo Tamburini, Global Mobility Practice Leader per Mercer Italia commenta così questi dati: «Mentre Londra sopravanza Milano per il dinamismo economico, il nostro database evidenzia offra minore sicurezza dal punto di vista della stabilità politica e sociale nel medio-periodo. Si tratta di scostamenti minimi, ma che rendicontano il clima di insicurezza legata a Brexit, il cui perimetro normativo in riferimento alla popolazione degli expat, è ancora lungi dall’essere definito con chiarezza».

Per quanto riguarda il confronto tra Milano e Roma, separate dallo stesso distacco del 2018, i punti di attenzione che la ricerca porta a Roma hanno a che fare con la minore efficienza del servizio di trasporto pubblico, che quindi impatta sui tempi necessari a spostarsi in città o verso stazioni e aeroporti e con un minore dinamismo dell’ecosistema economico e sociale.

MACRO – EVIDENZE

Singapore (25), Montevideo (78) e Port Louis (83) mantengono le posizioni conseguite nel ranking 2018 e si confermano rispettivamente le città con la qualità della vita più alta in Asia, Sud America e Africa. A livello globale, si conferma la qualità della vita delle città dell’Europa occidentale, sia perchè coprono 13 delle 20 posizioni più alte; sia perché le principali capitali (Berlino, Parigi, Londra, Madrid, Roma) conservano o rafforzano le proprie posizioni. La posizione di Atene riflette la sua lenta ripresa dagli sconvolgimenti economici e politici seguiti agli impatti della crisi finanziaria globale.

Nel nord America le città canadesi sopravanzano per qualità della vita le omologhe statunitensi; nell’America meridionale sotto i riflettori invece Managua, Monterrey, Città del Messico, Caracas, a motivo della criminalità e dell’insicurezza sociale.

Nonostante sia ancora presente all’estremità inferiore del ranking, Baghdad ha assistito a significativi miglioramenti relativi sia ai servizi di sicurezza che a quelli sanitari.

«Le accresciute minacce alla sicurezza nei Paesi, gli esodi di massa a causa della violenza, ed il disordine sociale nelle capitali mondiali del business sono tutti elementi che si aggiungono alla sfida complessiva che devono gestire le multinazionali quando progettano programmi di espatrio per i dipendenti» aggiunge Baroldi, che dettaglia: «assicurarsi che le esigenze degli espatriati e delle loro famiglie siano soddisfatte ovunque il lavoro le porti è una parte fondamentale della retention dei talenti chiamati ad incarichi internazionali : Mercer, che ogni anno approfondisce un’ambito del concetto più vasto di qualità della vita per gli espatriati, è consapevole che l’ipotesi di attacchi terroristici o focolai di tensione a livello locale o tra Paesisi traducono nello scegliere se accettare o meno l’incarico».

CONCLUSIONI

«Chedere ad un individuo o ad una famiglia di spostarsi, per perseguire obiettivi professionali, implica per le aziende in primis l’obbligo di compensare adeguatamente i loro dipendenti per le eventuali diminuzioni del tenore di vita. Al tempo stesso dal nostro osservatorio privilegiato assistiamo ad ulteriori fenomeni degni di rilievo. Sempre più le organizzazioni, e gli individui, interpretano l’assegnazione di un incarico di mobilità internazionale in un’ottica di sviluppo. La Global Mobility diventa allora una componente chiave dei percorsi di carriera, per sfidare i singoli ad uscire dalla loro confort zone, che è sia fisica –e ciò rende indispensabili gli indicatori di qualità della vita -  che psicologica» aggiunge Baroldi «Una lettura diversa, che rende la Global Mobility, in una società sempre più connessa e globalizzata, una leva decisiva nella cassetta degli attrezzi delle direzioni HR. Infine» conclude Baroldi «Le ricerche Mercer mostrano come trasversalmente alle generazioni,ma soprattutto nelle coorti di lavoratori più giovani, come i Millennial, il talento sia sempre più mobile, ed indichi come prioritaria l’esigenza di portare al lavoro “il vero sé”. Una dimensione personale, che impatta sulla dimensione economica.Lo sviluppo degli individui, dei  business e dei territori sono strettamente interconnessi, in un’economia sempre più globale».

Per prendere visione della classifica completa, è possibile consultare la pagina dedicata: Quality of Living Index

CONTATTI