The Science of Assessing Potential

The Science of Assessing Potential

The Science of Assessing Potential

  • 12 giugno 2017
  • Italy, Milano

Chi sarà efficace in posizioni di leadership?
Predirlo è possibile, con un approccio scientifico

Lo studio evidence-based di Mercer "The Science of Assessing Potential" individua i tratti, le abilità e le competenze per valutare il potenziale e predire la performance del singolo in azienda

 

Il potenziale di leadership esiste e si può misurare. Valutando 22 caratteristiche individuali si potrà predire chi sarà efficace in posizioni di leadership, chi si adatterà meglio alle sfide del futuro e chi guiderà l’organizzazione al successo. Alcune tra queste caratteristiche risultano essere stabili, legate alle esperienze dei primi anni di vita, altre si possono imparare, si costruiscono con allenamento e pratica.

Queste le evidenze più significative della ricerca Mercer "The Science of Assessing Potential", elaborata dalla società di consulenza leader in materia di Capitale Umano in collaborazione con il "Center for Evidence-based

Management" e accademici di fama mondiale quali Rob Briner, nominato nel 2016 "Most Influencial HR Thinker" e Denise Rousseau, docente alla Carnegie Mellon University, USA. 

«Le aziende per crescere devono pensare al loro futuro: quali saranno le strategie vincenti? Quali persone saranno in grado di realizzarle? Identificare i leader che nel futuro guideranno l’azienda, valutando la persona rispetto all’efficacia nel ricoprire ruoli più complessi, è la vera sfida per Amministratori Delegati e Direttori HR. Le aziende che infatti si dimostrano in grado di prevedere l’efficacia futura di una persona si garantiscono un deciso vantaggio competitivo» sintetizza Silvia Vanini, Talent Strategy Leader di Mercer. «Negli anni sono giunti alla ribalta diversi modelli e stili di leadership. Alcuni nel tempo hanno dimostrato la loro affidabilità, altri sono durati "l’espace d’un matin"».

«Per chiarire quali sono veramente le caratteristiche individuali che possono predire la performance in posizioni di leadership, abbiamo deciso di adottare un approccio scientifico,"evidence-based"» continua Lorenzo Gallì, consulente Mercer che ha diretto il progetto di ricerca «Attraverso la meta-analisi dei risultati di più di 2.500 studi scientifici condotti con oltre 500.000 persone, siamo arrivati ad indentificare con chiarezza ciò che determina l’efficacia manageriale all’interno delle organizzazioni».

Si tratta, dunque, di 22 fattori, raggruppabili in tre macro-categorie. La prima è denominata Stable Potential (Potenziale Stabile) perché determinata alcune caratteristiche dell’individuo strettamente collegate al suo corredo genetico e alle esperienze nei primi anni di sviluppo.

La seconda macro-categoria è il Malleable Potential (Potenziale Malleabile), una dimensione costituita da abilità e competenze che possono invece essere sviluppate nel tempo all’interno delle organizzazioni.

Si possono cioè apprendere tratti convenzionalmente associati alla leadership, quali l’abilità di motivare i collaboratori, stimolare la loro creatività ed innovazione, e di considerare i loro bisogni individuali.

Senza dimenticare tre fattori "trigger", che innescano cioè la performance di un alto potenziale in uno specifico contesto organizzativo: il grado di Motivazione, che determinerà quanto un individuo sarà disposto a utilizzare il suo potenziale a favore dell’organizzazione; il livello di Ambizione, che indicherà il suo interesse per raggiungere o meno i ruoli apicali e diventare un leader; ed infine il Fit Culturale con l’azienda, che influenzerà la probabilità che l’individuo ad alto potenziale rimanga in azienda. 

«L’impegno nella fase di raccolta e revisione delle evidenze è stato quello restare aperti a qualsiasi tipo di risposta fosse emersa dalla ricerca. Anche l’ampia letteratura manageriale disponibile, rivista attraverso le evidenze scientifiche contenute nella nostra ricerca, ha dimostrato avere un parziale, o in qualche caso nessun, valore predittivo. A nostro parere, invece, il valore del modello che proponiamo risiede nella sua capacità di rilevare in modo affidabile i fattori stabili e quelli flessibili, da utilizzare nei processi di selezione, per la ricerca dei futuri leader e per identificare le attività di formazione. Questo può consentire di focalizzare al meglio le risorse necessarie ed aumentare l’efficacia di questi processi» conclude Vanini.

CONTATTI