Outlook 2020 Mercer - NedCommunity

Outlook 2020 Mercer - NedCommunity

Outlook 2020 sulle prospettive dei sistemi di executive compensation

  • 15 maggio 2017
  • Italy, Milano

UNA RICERCA REALIZZATA DA MERCER IN COLLABORAZIONE CON NEDCOMMUNITY

La strutturazione di politiche retributive efficaci è la priorità su cui riflettere, mentre ai comitati di remunerazione saranno richieste nuove responsabilità e competenze.
La ricerca è stata presentata in concomitanza dell’assemblea annuale di Nedcommunity, l’associazione italiana degli amministratori non esecutivi e indipendenti

Mercer presenta i risultati di “Outlook 2020”, una ricerca realizzata in collaborazione con Nedcommunity per indagare i trend dei prossimi anni sui sistemi di remunerazione e i principali cambiamenti che potrebbero verificarsi.

La ricerca è stata condotta grazie alla partecipazione di 150 amministratori indipendenti e manager di  società italiane, quotate e non, attraverso un questionario che puntava ad indagare le loro percezioni chiave in merito alle prospettive dell'Executive Remuneration, da oggi al 2020. Le risposte sono largamente convergenti sulla previsione di un cambiamento nella governante e nel ruolo dei comitati per la remunerazione , nei parametri di performance, nella disclosure della remunerazione.

La maggior parte degli intervistati indica la motivazione del management come principale priorità. Il 95% del consenso del campione si concentra sull’affermazione per cui i CdA dovranno trovare un giusto equilibrio tra le esigenze di compliance, le attese degli stakeholder e le aspettative, anche in chiave retributiva, dei manager.
A questo si lega la seconda priorità, ossia una maggiore necessità di tempo e competenze richieste ai Comitati di Remunerazione. Ottiene il 94% dei consensi l’idea che la complessità dei compiti e la pressione sulle remunerazioni richiederanno maggiori competenze e un aumento dell’impegno degli amministratori indipendenti nei comitati. Di pari passo, si amplieranno le responsabilità dei comitati remunerazione e nomine, chiamati a contribuire alla strategia di sviluppo del capitale umano, in sintonia con il management. Tale affermazione raccoglie adesione pari all’87%. Lo stesso consenso viene riscosso dall’ipotesi che aumenterà la pressione di proxy advisor e azionisti affinché le imprese comunichino target, scenari di performance e la correlazione tra questi e la parte variabile della retribuzione dei top manager.
Secondo gli esperti interpellati, l’adozione di modelli evoluti e strutturati di Governance avrà uno sviluppo futuro al di là delle società quotate. L’85% del consenso converge sulla tesi per cui questi modelli si diffonderanno anche nelle aziende non quotate, sia private, sia a partecipazione pubblica, specialmente in quelle che competono sui mercati internazionali.

Oggi per tutte le imprese è importante dotarsi di strumenti di Governance avanzati ed è interessante notare come questi modelli stiano permeando nuovi tipi di azienda. E’ il momento di domandarci in quali modalità avverrà il trasferimento di principi e prassi alle imprese non quotate” commenta Paola Schwizer, Presidente di Nedcommunity. “Senza dimenticare che le società quotate italiane più virtuose si stanno muovendo per cogliere i principali trend internazionali, quali implementare misure per dare maggior voce agli azionisti o aumentare la trasparenza sulle retribuzioni degli Executive e far evolvere i modelli attuali, nell’ottica di accrescere il proprio valore ”, aggiunge Enrico Maria Bignami,  curatore della ricerca per Nedcommunity.

Sia il campione che l’esperienza indicano una spinta verso sistemi di incentivazione sempre più sofisticati e a lungo termine, nella direzione della sostenibilità del business. Leggo in questo l’influenza positiva sia degli investitori istituzionali, che stanno assumendo un ruolo sempre più attivo rispetto ai temi di Executive Remuneration attraverso l’azione dei proxy advisor, che dei consiglieri indipendenti, nel suggerire alle aziende riflessioni rispetto a politiche retributive più efficaci sotto il profilo del bilanciamento costo/risultato” riflette Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato di Mercer Italia.

La ricerca, che per la prima volta ha voluto  indagare i macrotrend delle retribuzioni manageriali nelle imprese italiane – conclude Sandro Catani, curatore della ricerca per Mercer Italia – conforta l’ipotesi di   un nuovo modello: in particolare caratterizzato dall’allungamento dei cicli temporali di performance verso durate quinquennali, dall’attenzione crescente a rischi e sostenibilità e la progressiva diffusione  di indicatori ESG (Environmental, Social, Governance) nella definizione e valutazione della performance dei top manager, infine in una maggiore disclosure delle informazioni relative ai target del sistema incentivante”.

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