Studio Mercer Marsh Benefits: le aziende dichiarano cybersecurity, gestione dei talenti, data privacy e workforce exhaustion come i principali rischi associati ai lavoratori

 

Milano, 28 ottobre 2021 – L’improvviso stravolgimento che la pandemia ha imposto alle condizioni lavorative ha fatto emergere notevoli differenze nella capacità delle aziende di affrontare i rischi associati ai lavoratori, secondo un nuovo report pubblicato da Mercer Marsh Benefits (MMB). Realizzato a un anno dall’esplosione della pandemia su un campione di oltre 1.300 professionisti di HR e risk management, lo studio individua i rischi prioritari legati al personale: cybersecurity; attrazione, fidelizzazione ed engagement dei talenti; data privacy; workforce exhaustion.

 

Secondo l’indagine, The Five Pillars of People Risk: Managing risks for workforce and business resilience, tra le principali difficoltà che incontrano le aziende nell’affrontare questi rischi ci sono la mancanza di risorse per comprenderli e gestirli al meglio, lo scarso impegno da parte del management e i vincoli di budget. L’indagine ha classificato 25 rischi legati alla popolazione aziendale, suddividendoli in cinque categorie (health & safety; governance & financial; accelerated digitization; talent practices; environmental & social) e attribuendo a ogni rischio un rating di rischio - un punteggio combinato legato all’impatto e alla probabilità - per valutare le minacce globali che pesano sull’azienda.

 

L’indagine, condotta a livello mondiale, ha rilevato differenze nella classificazione dei rischi anche tra i settori. Lo stress correlato al lavoro rappresenta uno dei rischi prioritari per il settore finanziario mentre l’obsolescenza delle competenze rientra tra le principali preoccupazioni dei comparti manifatturiero e dell’auto. I problemi ambientali sono considerati un rischio molto significativo nel retail mentre il settore edile deve gestire soprattutto il problema dell’aumento dei costi legati ai benefit.

 

A livello geografico, anche se quasi tutte le regioni, Stati Uniti esclusi, hanno classificato la cybersecurity al primo o al secondo posto come rischio associato ai lavoratori, sono emerse alcune differenze regionali significative. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la preoccupazione principale è il deterioramento della salute mentale, in Asia la capacità di attrarre e fidelizzare i talenti, in America Latina il crescente costo delle prestazioni per i dipendenti.

 

In termini di target intervistato, se responsabili HR e dipartimenti di risk management sono allineati nel definire la cybersecurity e i talenti come le due aree di rischio prioritarie, gli HR manager hanno inserito al terzo posto il rischio legato ai piani di successione e all’individuazione delle key people, una minaccia che non rientra nei primi dieci rischi per i responsabili di risk management.

 

Commentando i risultati, Mike Young, Global Commercial and Sales Leader, MMB, ha dichiarato: “I sovvertimenti causati dal Covid hanno contribuito a riallineare in maniera repentina i profili dei rischi associati ai lavoratori per le aziende di tutto il mondo, ma anche le aspettative dei lavoratori sono cambiate. Allo stesso tempo, le aziende si trovano a dover affrontare molti più rischi, primo fra tutti la sicurezza informatica; inoltre devono rivedere i piani previdenziali e sanitari se vogliono fidelizzare e attrarre i migliori talenti.

 

“La pandemia ha posto il tema dei rischi legati alla forza lavoro al centro dell’agenda dei Consigli di amministrazione e il management deve trovare i modi per eliminare i compartimenti stagni che imbrigliano l’organizzazione aziendale in modo da consentire al risk management e all’HR di lavorare insieme per mitigare efficacemente questi rischi. È ormai chiaro che la tutela della salute da parte del datore di lavoro, la protezione dai rischi e i programmi di benessere aziendale non sono più degli optional ma sono diventati il pilastro centrale della value proposition per i dipendenti.”

 

Il report si sofferma sul tema del deterioramento della salute mentale dei lavoratori prendendo spunto dall’accertata diffusione dei casi di ansia, stress, depressione e dipendenze scatenati dalla pandemia.

 

Amy Laverock, Advice and Solutions Leader di MMB, ha aggiunto: “Anche se la workforce exhaustion rientra tra le principali preoccupazioni dei dipartimenti di risk management e di HR, la ricerca ha dimostrato che per i datori di lavoro non è ancora un obiettivo centrale. In risposta alla domanda ‘in che misura la vostra azienda affronta attualmente questo rischio’, lo stress fisico e mentale dei lavoratori si è classificato soltanto al 13° posto tra tutti i rischi individuati.

 

“Per affrontare in maniera efficace i rischi relativi ai lavoratori, ci deve essere supporto al massimo livello in azienda, quindi è essenziale poter contare sull’impegno del management, investire in risorse competenti e disporre di un budget adeguato se si vogliono cambiare le culture, le pratiche e i programmi di supporto ai dipendenti per gestire in maniera proattiva questi rischi.”

 

Note per gli Editori

  • Gli intervistati dovevano valutare con che probabilità un rischio può verificarsi nella propria azienda nei prossimi tre anni in una scala da 1 a  5, dove 1 significava un rischio poco probabile e 5 un rischio altamente probabile.
    Agli intervistati è stato anche chiesto di valutare la gravità dell’impatto sull’azienda dei rischi individuati qualora essi dovessero verificarsi, in una scala da 1 a 5, dove 1 significava nessun impatto e 5 significava un impatto catastrofico. La minaccia globale del rischio è il risultato dei punteggi di probabilità e di gravità.
  • La pulse survey di MMB si è conclusa ad aprile, con una partecipazione di oltre 1.380 intervistati a livello mondiale, di cui il 46% di professionisti dell’HR e il 54% di risk manager.

Cenni su Mercer Marsh Benefits

Mercer Marsh Benefits (MMB) è una società con competenze uniche, nata dall’unione tra una delle principali società mondiali di consulenza HR, il leader globale della consulenza sui rischi associati ai lavoratori e il leader mondiale delle nuove tecnologie di employee benefit. Queste tre società insieme hanno dato vita ad alcune tra le più apprezzate esperienze di employee benefit per i dipendenti di piccole aziende, grandi multinazionali e società in espansione di tutto il mondo. MMB conta 7.000 dipendenti, opera in 73 paesi e serve clienti in più di 150 paesi. Fornisce la sua esperienza ovunque a livello locale, affiancando i clienti e lavorando a stretto contatto con i colleghi di Mercer e Marsh di tutto il mondo. Mercer e Marsh sono due società di Marsh McLennan (NYSE: MMC), assieme a Guy Carpenter e Oliver Wyman. Attraverso le sue aziende leader, con oltre 76.000 dipendenti e un fatturato annuo che supera i 17 miliardi di dollari, Marsh McLennan aiuta i clienti ad orientarsi in un contesto sempre più dinamico e complesso. 

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