Indagine Mercer FTSE MIB 2019

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Più incentivi a medio-lungo termine nelle retribuzioni dei vertici delle società italiane

  • 29 aprile 2019
  • Italy, Milano/Roma

Mai così tante donne nei Consigli di Amministrazione, ma solo una è Amministratore Delegato

 

-                La retribuzione fissa degli amministratori delegati non cresce rispetto al 2017

-                Crescono del 4% i compensi dei presidenti non esecutivi

-                Meccanismi di incentivazione sempre più orientati al lungo periodo

-                Stabili i compensi dei membri dei CdA

-                Focus sulla sostenibilità: Componenti Environmental Social Governance (ESG) sempre più valorizzate, in linea con le best practice europee

-                Il 36% dei CdA delle aziende del FTSE MIB è composto da donne: 5 anni fa erano il 23%. Una società dell’indice guidata da un Amministratore Delegato donna

 

Mercer presenta l’ormai tradizionale studio annuale sui compensi degli amministratori delle principali società quotate sul mercato italiano (indice FTSE MIB), giunto alla settima edizione

Milano, 29 aprile 2019 - Per il settimo anno consecutivo Mercer, società leader a livello globale nella consulenza direzionale e per organizzazione, gestione e sviluppo del capitale umano, presenta il proprio studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società appartenenti all’Indice FTSE MIB, finalizzato ad analizzare livelli e strutture retributive dei relativi Vertici aziendali. Lo studio presenta le evidenze riscontrate su 36 aziende facenti parte dell’indice.

Lo Studio mostra per il 2018, anno di performance azionarie deboli per l’indice, una sostanziale continuità, o una lieve flessione, nelle remunerazioni degli Amministratori Delegati. Un trend recente, evidenziato dall’analisi di quest’edizione, ha a che fare con la sempre maggiore sofisticazione degli strumenti di incentivazione variabile, tanto da rendere sfumato il tradizionale binomio breve e lungo termine. Anche in materia di politiche retributive, risulta evidente la sempre maggior presenza delle tematiche ESG e un forte attivismo degli investitori istituzionali, da cui nasce un maggior rilievo sull’importanza della comunicazione con tutti gli stakeholders. E ancora. Per la prima volta la ricerca registra, oltre alla rappresentatività della Diversity nei Board in costante miglioramento, un Amministratore Delegato donna nel panel indagato.

 

«In un 2018 caratterizzato dalla debolezza dell’indice FTSE MIB, dal mutato perimetro del panel e dalla successione a figure che avevano caratterizzato la storia economica recente del Paese, la nostra ricerca ha mostrato il riflettersi di queste tendenze sui compensi complessivi. D’altra parte, registriamo invece con favore numerosi segnali che attestano come i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) siano entrati a pieno titolo tra le metriche all’attenzione dei Board italiani», commenta Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia.

«Per quanto riguarda l’incentivazione variabile, è importante segnalare due fenomeni. Il primo fenomeno è che il tradizionale binomio tra variabile di breve e lungo termine va sfumando, in collegamento con la diffusione crescente anche nel settore industriale di elementi, quali il differimento nel tempo delle erogazioni, la compresenza di diversi piani ed il co-investimento. Il secondo fenomeno, invece, è che nel Pay-mix complessivo dei CEO la componente variabile assume sempre maggior peso, superandone abbondantemente la metà. Un riscontro senza dubbio positivo in termini di collegamento tra performance e pay, che continua a dimostrare come il management sia costantemente incentivato alla creazione di valore per l’azionista,  un punto di attenzione invece in fasi borsistiche non favorevoli per motivi sistemici più ampi, laddove le performance industriali siano invece stabili o positive, come accaduto nel 2018».

REMUNERAZIONE FISSA - La remunerazione fissa assegnata agli Amministratori Delegati nel corso del 2018 ha evidenziato stabilità rispetto all’anno precedente con riferimento alla fascia centrale (-1%) e al terzo quartile (-2%) del mercato. Al contrario sono decresciuti percentualmente i valori dei compensi fissi per il primo (-8%) quartile di mercato.

INCENTIVAZIONE VARIABILE – PREMIARE LA PERFORMANCE

«Se la parola chiave del 2017, in riferimento all’incentivazione variabile, a mio avviso, era stata differimento della liquidazione di parte del bonus di breve termine, per il 2018 la mia lettura dell’incentivazione variabile vuole cogliere un’ulteriore evoluzione del fenomeno. In coerenza sempre maggiore con l’approccio, a mio parere positivo, del perseguimento della sostenibilità del business nel tempo, il co-investimento è il fenomeno più interessante sui pacchetti retributivi dei vertici delle nostre grandi società industriali. Coinvestimento, che insieme al differimento, implica l’adozione una lettura integrata tra i piani di incentivazione a breve e lungo termine, e più in generale un focus sempre più rilevante su un orizzonte temporale più lungo» introduce Morelli.

GOVERNANCE

Con l’obiettivo di tratteggiare il costo della governance, che prenda in esame gli emolumenti e gettoni previsti per presidenti e membri di consiglio di amministrazione, comitati endoconsiliari e collegio sindacale, la settima edizione dello studio sui compensi ha effettuato un approfondimento sul tema, al fine di cogliere ulteriori spunti di riflessione. Sara Bottaro, Responsabile della ricerca e della Practice Executive Compensation per Mercer Italia, sul punto rimarca: «Sempre più aziende entrano nel merito del costo della Governance, alla ricerca del giusto bilanciamento tra costi sostenuti ed efficacia del sistema. Complessivamente il costo sostenuto dalle aziende FTSE MIB è pari a circa 61 milioni di euro. L’individuazione del più opportuno punto di equilibrio non ha solo a che fare con il quantum, ma implica una riflessione critica su numerosi fattori, quali ad esempio, la struttura dei compensi, il numero di comitati necessari per l’efficace azione del Board, l’articolazione dei processi e dei meccanismi di funzionamento del sistema di Governance, le migliori e più opportune competenze rappresentate all’interno del Board» conclude Bottaro.

ESG: UNO SGUARDO SULL’EUROPA

In continuità con le evidenze riscontrate nell’edizione 2017, che ha visto la crescente diffusione di metriche ESG – Environmental, Social, Governance - all’interno dei piani di incentivazione previsti per i vertici aziendali, quest’anno è stato effettuato un ulteriore approfondimento sul tema, al fine di verificare il grado di allineamento del mercato italiano alle best practice europee. «Una tendenza già in atto nelle imprese sostenibili - prosegue Bottaro - indirizza il comportamento del management a rivolgersi al benessere complessivo di tutti gli stakeholders in termini più ampi e inclusivi . Gli  investitori sono  sempre  più  sensibili anche  alle  tematiche  non  finanziarie  e  in  particolare  alle tematiche ESG, in linea con  la  visione  di  un’impresa  portatrice  di  interessi  variegati,  che  oltre a quelli essenzialmente economico-finanziari, comprendono anche gli  interessi  di  tutti  gli  stakeholders  e  la  salvaguardia  dei  beni  comuni e dei diritti fondamentali. L’Italia risulta essere tra le piazze finanziarie più sostenibili d’Europa ed in un contesto storico quale è quello attuale, in cui gli asset investiti in ESG “best in class” crescono a doppia cifra nell’ultimo decennio, risulta fondamentale l’adozione di tale prospettiva anche nei sistemi incentivanti dei vertici aziendali».

DONNE NEI CDA E MEMBRI INDIPENDENTI

I Consigli di Amministrazione delle aziende del campione sono composti mediamente al 36% da donne; il dato è in costante crescita rispetto al 34% del 2017, 32% del 2016, 29% del 2015 ed al 23% del 2014: un trend positivo che, in primis nato da sollecitazioni normative, ora ha a che fare con le raccomandazioni del codice di autodisciplina e la diffusione di una maggiore cultura della Diversity. In crescita la presenza femminile tra gli Esecutivi: sono 6 le donne con ruoli esecutivi all’interno dei CdA, ma per la prima volta nella ricerca rileviamo un Amministratore Delegato ed un Presidente Esecutivo donna in carica nel perimetro del campione.

 

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