Indagine FTSE MIB 2018

Migliora la Governance delle più grandi aziende italiane

Sala Stampa

Maggiori retribuzioni per gli Amministratori Delegati, in linea con le performance

  • 02 maggio 2018
  • Italy, Milano

Migliora la Governance delle più grandi aziende italiane.

 

Mercer presenta l’ormai tradizionale studio annuale sui compensi degli amministratori delle principali società quotate sul mercato italiano (indice FTSE MIB)

Milano, 2 maggio 2018 - Per il sesto anno consecutivo Mercer, società leader a livello globale nella consulenza direzionale e per organizzazione, gestione e sviluppo del capitale umano, presenta il proprio studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società del FTSE MIB, finalizzato ad analizzare le retribuzioni fisse e variabili dei Vertici delle principali società quotate italiane. Lo studio presenta le evidenze riscontrate su 36 aziende facenti parte dell’indice.

Lo Studio mostra per il 2017, anno di performance borsistiche positive, un aumento nelle remunerazioni degli Amministratori Delegati. Focalizzando l’attenzione sull’incentivo di breve termine erogato, si può evidenziarne la crescita del valore mediano, così come il fatto di essere stato liquidato dalla quasi totalità del campione, a conferma del raggiungimento degli obiettivi target.

«In un 2017 in cui l’indice FTSE MIB ha fatto segnare una crescita pari ad oltre l’11%, la nostra ricerca ha mostrato il riflettersi di questo risultato positivo sull’erogazione di compensi ed incentivi adottata dalle società che ne fanno parte. Le performance borsistiche delle società del campione sono state positive, così come altri indicatori economici, finanziari e gestionali sono migliorati rispetto all’anno precedente. Di conseguenza si è rafforzato il legame tra i compensi degli amministratori esecutivi e la creazione di valore. A fronte di una crescita di capitalizzazione, della possibilità di liquidare dividendi, di un contesto di ripresa economica e di un migliorato valore del PIL, le società scelgono di premiare la buona gestione», commenta Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia. «In particolare tra le aziende che hanno rinnovato il proprio CdA durante il 2017, metà ha scelto di assicurare un aumento delle remunerazioni fisse ai nuovi amministratori, per un valore medio pari al 24%. A mio parere sia analizzando il dato di quest’anno che la tendenza emersa nelle sei edizioni della nostra ricerca, si segnala un buon allineamento, un migliorato livello di Pay for Performance in linea con le migliori pratiche internazionali». Morelli aggiunge ancora: «Sempre in materia di buone prassi che dai Paesi anglosassoni si vanno diffondendo all’Italia, mi piace rilevare che oltre la metà (52%) delle aziende del campione che propongono piani di incentivazione a breve termine prevede obiettivi non solo economico-finanziari ma legati anche a indicatori di sostenibilità, CSR, ESG, “people empowerment”, quindi orientamento al cliente interno, oltre che esterno».

AMMINISTRATORI DELEGATI

REMUNERAZIONE FISSA - La remunerazione fissa assegnata agli Amministratori Delegati nel corso del 2017 ha evidenziato stabilità rispetto all’anno precedente con riferimento alla fascia centrale del mercato. Al contrario sono cresciuti percentualmente i valori dei compensi fissi per il primo (+6%) e terzo quartile di mercato (+4%).

Un amministratore delegato nel 2017 ha percepito, mediamente tra 945.000 e 1.460.000 euro di retribuzione fissa.

«Rispetto a questo trend è importante rilevare che il campione di chi ha proceduto a rinnovi di Consiglio ha definito livelli retributivi pari o superiori rispetto ai precedenti» sintetizza Marco Valerio Morelli.

INCENTIVAZIONE VARIABILE – PREMIARE LA PERFORMANCE

«La parola chiave del 2017, in riferimento all’incentivazione variabile, a mio avviso, è differimento. Il 21% delle società industriali facenti parte dell’indice - nel settore bancario questa prassi era già diffusa poiché dettata da richieste regolamentari - ha scelto di differire la liquidazione di parte del bonus di breve termine. Osserviamo una sempre maggior diffusione di questo tipo di meccanismi anche da parte delle aziende non finanziarie, in allineamento con best practice europee in particolare anglosassoni, in ottica di retention e allineamento a orizzonti temporali più lunghi, ancora una volta in coerenza con un approccio, a mio parere positivo, di sostenibilità del business nel tempo» introduce Morelli.

SHORT TERM INCENTIVE – Le aziende che nel 2017 hanno effettivamente pagato una retribuzione variabile annuale sono state la quasi totalità del campione. Contrariamente a quanto registrato nel precedente anno, infatti, l’incentivazione variabile di breve termine (STI) per il 2017 risulta essere in forte crescita. L’incentivo di breve termine erogato è cresciuto soprattutto nei valori di mediana (+34%) e terzo quartile (+29%), mentre il primo quartile è sostanzialmente stabile (-5%). In valori assoluti il valore mediano dell’incentivo di breve termine erogato nel 2017 è il più alto dal 2012.

«Gli incentivi di breve termine hanno mostrato coerenza rispetto all’andamento del mercato. Al contrario del 2016, nel 2017 abbiamo registrato un incremento dei premi erogati, legato alla ripresa delle performance aziendali, sia da parte delle realtà dei Financial Services che delle aziende industriali, che possono prescindere dalla logica dei massimi retributivi (cap) propria del settore finanziario» spiega Morelli, e prosegue: «Una precisazione: l'erogazione è aumentata in un contesto in cui i target sono rimasti pressoché invariati. In altre parole, è aumentata la percentuale di raggiungimento degli obiettivi, che non sono diventati più facili, anzi, il target setting è sempre più accurato ed ancorato ai piani industriali».

COMITATI REMUNERAZIONE E NOMINE e GOVERNANCE: L’ESPERIENZA MERCER

Sara Bottaro, Responsabile della ricerca e della Practice Executive Compensation per Mercer Italia, sintetizza: «Dal nostro osservatorio privilegiato di advisor a Consigli di Amministrazione e Comitati, così come dalle evidenze emerse dalle analisi delle sei edizioni della ricerca, abbiamo constatato come le richieste e l’attenzione di tutti gli stakeholder verso maggior trasparenza e disclosure in tema di remunerazione, il ruolo sempre più centrale ed attivo dei Comitati, la pressione dei Proxy Advisor abbiano portato ad un diffondersi sempre maggiore di buone prassi, migliorando il sistema di Governance e la qualità delle politiche retributive delle società facenti parte dell’indice FTSE. Osserviamo un fenomeno di “contagio” positivo tra le best practice diffuse in tema di Remunerazione e Governance, dalle società del primo listino a tutte le società quotate».

Per ricevere il Comunicato Stampa completo e tutte le evidenze della ricerca contattare Mercer Italia.

CONTATTI