Investitori istituzionali:agire per monitorare l’impatto sugli investimenti in relazione al cambiamento climatico

ClimateChange; cambiamento climatico, investimenti, Wealth, ESG

Investitori istituzionali: imperativo agire in ambito investimenti in relazione al ClimateChange

  • 15 aprile 2019
  • Global/Italy, Milano/Roma/New York

Il monito arriva dal recente Report Mercer “Investing in a time of Climate Change”, che identifica azioni a breve e lungo termine che gli investitori possono implementare 

Mercer, società leader su scala globale nella consulenza agli investimenti degli Investitori Istituzionali presenta oggi i risultati dello studio relativo agli impatti del cambiamento climatico sui portafogli, nel Report Investing in a Time of Climate Change – il Sequel . Si tratta infatti della ricerca che segue e aggiorna i risultati del proprio PoV del 2015 Investing in a Time of Climate Change. Il modello Mercer in relazione allo scenario ambientale è coerente con le raccomandazioni della task force ‘Climate-related Financial Disclosures’ (TCFD), costituita dalle Nazioni Unite, e consente agli investitori di valutare il rischio finanziario del cambiamento climatico nella costruzione di portafoglio, considerando  tutte le asset class e settori industriali, per quantificarne in ottica forward looking l’ impatto sul rendimento del portafoglio nel lungo periodo.

Il modello utilizzato nel Report prevede anche in questa edizione tre scenari relativi al cambiamento climatico, con aumenti delle temperature medie di 2° C, 3° C e 4° C rispetto alle temperature dell’epoca precedente le rivoluzioni industriali, proiettati a tre momenti: nel 2030, 2050 e 2100. La proiezione ad un periodo di tempo più lungo (rispetto al Report Mercer del 2015 che modellizzava fino al 2050) garantisce maggiore visibilità rispetto agli impatti delle catastrofi naturali e alla disponibilità di risorse per ogni scenario di aumento di temperatura. Uno nuovo stress test, aggiunto al modello, consente agli investitori di valutare l’impatto di eventuali cambiamenti più drastici, in relazione alle probabilità di verificarsi di ogni fenomeno, riuscendo a fornire informazioni predittive in merito agli impatti rivenienti da questi scenari alternativi.

«Una conclusione chiave è che occorre davvero che si facciano i massimi sforzi per contenere l’aumento della temperatura entro 2° C. Questo rappresenterebbe un imperativo ed un'opportunità. Un imperativo, nella misura in cui per quasi tutte le classi di attività, geografie e proiezioni temporali, uno scenario in cui l’aumento di temperatura fosse limitato a 2° C si traduce in rendimenti superiori rispetto ad un aumento di 3 o 4° C. Un'opportunità, o meglio molte notevoli opportunità di investimento sarebbero possibili nella transizione verso un sistema economico “a basse emissioni di carbonio”, sebbene molte aziende esistenti potrebbero subire perdite nel breve e medio periodo», spiega Luca De Biasi, Wealth Leader Mercer Italia. «I modelli sviluppati nel report mostrano che una maggiore rappresentazione nei portafogli di asset vicini al tema della sostenibilità può migliorarne in modo sostanziale i rendimenti. Queste evidenze sono molto convincenti e rinforzano le conclusioni del Report precedente, che indirizzava la necessità di intraprendere azioni urgenti per poter garantire uno scenario di crescita delle temperature medie ben al di sotto dei 2° C».

«Gli investitori dovrebbero sempre concentrarsi anche sulle potenziali implicazioni a breve termine dell'investimento. I cambiamenti improvvisi dei ritorni sull’investimento diventano più probabili in un contesto di Climate Change, quindi lo stress test diventa uno strumento cruciale» aggiunge De Biasi.

Il Report offre agli investitori istituzionali un quadro di riferimento per approcciare una prospettiva orientata al medio e lungo termine nella transizione verso l’ incremento delle temperature medie attese.

I Future Maker, come il Report Mercer li definiva già nel 2015, sono coloro che credono nell'attuazione dell'Accordo di Parigi, e chiedono l’attivazione di politiche che limitino l’aumento di temperatura a + 2° C e, ai governi ed alla società civile, una presa d’impegno per affrontare il cambiamento climatico.

«Si tratta chiaramente di un tema da esplicitare nei mandati fiduciari con riferimento alla gestione dei rischi, come sottolineato dal Global Risk Report, che Marsh & McLennan Companies presentano ogni anno al World Economic Forum di Davos. I cambiamenti climatici dovrebbero essere presi in considerazione in ogni fase del processo di investimento, dalla costruzione del portafoglio alle scelte di politiche di investimento e Governance» sottolinea Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia.

Mercer, che nel suo ruolo di Advisor può vantare oltre 11.000 Mld di dollari in Asset under Advisory e 200 Mld di dollari di Asset under Management, ha già adottato questo nuovo modello - che prende in considerazione il cambiamento climatico – sia nella costruzione di portafogli per Clienti "first mover" in Australia, Europa e Regno Unito che nelle offerte di soluzioni delegate Mercer in Europa e nel Pacifico.

CONTATTI