Studio MercerMarshBenefits rivela: il benessere fisico e mentale determinante nel rapporto tra i lavoratori italiani e le aziende

 

  • La pandemia ha avuto un impatto tangibile sulla salute mentale, finanziaria e fisica dei dipendenti:
    • Oltre la metà dei dipendenti a livello mondiale riferisce di aver provato stress nell'ultimo anno, quasi un quarto afferma di aver avuto problemi di salute mentale come depressione o ansia, un quinto si trova in una condizione finanziaria peggiore e quasi un quinto si sente fisicamente meno sano o in forma.
  • Gli sforzi effettuati dalle aziende italiane per proteggere i lavoratori sono stati comunicati parzialmente
    • Se a livello mondiale Il 49% dei dipendenti ritiene di aver ricevuto un buon sostegno dai propri datori di lavoro durante la pandemia, in Italia tale percentuale si abbassa fino al 36%

Milano, 10 novembre 2021  –Con la situazione pandemica in costante evoluzione, diviene sempre più importante per i datori di lavoro mettere in atto strategie che abbiano un impatto positivo sulla salute e la resilienza, in una parola il benessere o wellbeing, dei dipendenti. È questo uno dei principali risultati che emerge dall'ultimo sondaggio Health on Demand, realizzato da MercerMarshBenefits. Dall'inizio del COVID-19, i datori di lavoro che si sono impegnati per offrire un supporto concreto ai dipendenti hanno fatto la differenza. I dipendenti che affermano di essere stati ben supportati dalle aziende hanno infatti molte meno probabilità di considerare negativa la loro esperienza personale della pandemia, rispetto a coloro che hanno ricevuto poco o nessun supporto. A livello mondiale i lavoratori che hanno percepito molto negativamente l’impatto del Covid sono stati il 33%, percentuale che si alza notevolmente in Italia, dove la metà dei dipendenti ha percepito la pandemia come interamente negativa in termini di impatto sulla vita personale e professionale. Dato che assume ancora più rilievo se si pensa che mediamente quasi la metà (44% globalmente, 38% in Italia) di coloro che hanno ricevuto un buon supporto da parte dell’azienda appare meno intenzionato a lasciare l’attuale posto di lavoro.

 

I risultati dello studio confermano come la pandemia abbia avuto un impatto materiale sulla salute mentale, fisica e finanziaria dei dipendenti. Circa la metà dei dipendenti a livello mondiale ha accusato stress nel corso dell'ultimo anno; quasi un quarto di essi afferma di aver avuto problemi di salute mentale come depressione o ansia; un quinto segnala un peggioramento della propria condizione finanziaria e del proprio stato di salute fisica. Quasi due terzi dei lavoratori che hanno avuto accesso a benefit legati al benessere mentale hanno dichiarato di sentirsi supportati dalla propria azienda, contro il 33% a cui non è stato offerto nessun supporto: un dato che mostra chiaramente la correlazione tra il sentirsi supportati dal proprio datore di lavoro con la salute e l’affezione (engagement) dei dipendenti

 

I problemi legati all’esaurimento mentale e fisico, inoltre, sono stati segnalati con maggiore frequenza da parte dei lavoratori con basso salario e con minore probabilità di sentirsi supportati dai propri datori di lavoro durante la pandemia. Questi risultati rafforzano l’idea che i datori di lavoro abbiano margini di miglioramento quando si tratta di comprendere le diverse esigenze dei propri dipendenti e di fornire risorse per supportare il benessere dell'intera forza lavoro.

 

Il 49% dei dipendenti italiani ha dichiarato di vivere una situazione di stress causata dalla pandemia

 

La comunicazione, in questo contesto, ha giocato un ruolo fondamentale: solo il 36% dei dipendenti italiani dichiara di essersi sentito aiutato dall’azienda, contro circa la metà dei lavoratori mondiali, anche in presenza di un’offerta di benefit ampia e ricca. Questo dato illustra probabilmente come l’offerta di benefit non sia stata correttamente trasmessa e promossa internamente e molto probabilmente, nonostante gli sforzi profusi dalle aziende, non sia più al passo con i tempi e non rispecchi esattamente le esigenze delle persone. La pandemia ha semplicemente acuito e accelerato la percezione di gruppi di dipendenti rispetto agli investimenti delle aziende. In particolare le donne si sentono meno certe di poter sopperire ai costi della salute: per questo motivo le aziende dovrebbero indirizzare gli investimenti in benefit verso target ben identificati e comunicarli in base all’audience.

 

Il 37% dei dipendenti donne a livello italiano ha dichiarato di non sentirsi sicure di poter sopperire alle esigenze di salute della famiglia

 

"Ogni buon leader sa che quando i dipendenti sentono di essere ascoltati e trattati equamente, è più probabile che rimangano, si impegnino e crescano", osserva Marco Araldi, Chief Corporate Officer del gruppo MarshMcLennan. Nell’ultimo anno, l’atteggiamento verso la salute mentale, la sostenibilità e l'assistenza sanitaria è cambiato sostanzialmente. I datori di lavoro devono evolvere la loro strategia in tema di benefit per riflettere una forza lavoro moderna che dia priorità alla flessibilità, alla scelta, alla cultura dell'assistenza e al supporto degli strumenti digitali per la salute e il benessere. Occorre però un nuovo paradigma nella definizione della strategia di employee health and benefits, welfare e wellbeing".

 

Non c'è niente di più importante per la salute di un'azienda del benessere delle sue persone e delle comunità in cui l’azienda opera. Il COVID-19 ha messo alla prova il nostro sistema sanitario, ma il bisogno espresso da parte dei dipendenti di una maggiore tutela del proprio benessere fisico e mentale è uno dei risultati più importanti che emerge dal nostro sondaggio Health on Demand 2021", spiega Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato di Mercer Italia.  "La ricerca è chiara: i datori di lavoro che mettono la salute e la componente umana al centro della trasformazione aziendale creeranno una forza lavoro più energica e adattabile, in grado di resistere meglio nei periodi di crisi".

 

Il report 2021 presenta diverse evidenze a supporto della salute e del benessere dei dipendenti:

 

Fornire benefit diversificati e di valore: Il benessere è al centro del rapporto di un dipendente con il proprio datore di lavoro. In questa prospettiva, la quantità e il tipo di supporto, nonché la possibilità di offrire soluzioni personalizzate costituiscono elementi di grande importanza. La possibilità di adattare alle proprie esigenze un pacchetto di benefit risulta molto apprezzata dal 54% dei dipendenti. Più vantaggi e risorse vengono offerti, più è probabile che ogni dipendente trovi la soluzione più adatta. Il 59% (a livello globale, e il 48% a livello italiano) dei dipendenti che hanno ricevuto dal proprio datore di lavoro 10 o più benefit o risorse per la salute e il benessere afferma che questo ha rappresentato un valido motivo per rimanere con la propria azienda, valore che scende al 24% ( a livello globale, e al 29% a livello italiano per chi non ne abbia ricevuti. Inoltre, i dipendenti che godono di 10 o più benefit hanno maggiore fiducia in merito alla possibilità di potersi permettere l'assistenza sanitaria di cui hanno bisogno e più propensi a essere d’accordo riguardo al fatto che il loro datore di lavoro si preoccupi della loro salute e del loro benessere. Infine, strategie di benessere diversificate, inoltre, guidano l’agenda DEI (Diversità, Equità, Inclusione). Oltre al maggior numero, occorre però che l’offerta sia accompagnata da analisi specifiche dei bisogni e facilitate da una employee experience adeguata e più in generale è importante che la strategia in ambito di employee benefits, welfare e wellbeing sia ben strutturata per raggiungere risultati efficaci e misurabili.

 

Garantire l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria digitale: Il COVID-19 ha reso necessario erogare i servizi di assistenza sanitaria in modi diversi e innovativi. Tra coloro che hanno provato per la prima volta la telemedicina, la grande maggioranza (il 73% in Italia, in linea con il dato globale) intende continuare ad utilizzarla, dato che sale all’87% anche in Italia (più che a livello globale con l’87%) tra coloro che la utilizzavano già prima. Il sondaggio ha inoltre registrato un forte aumento dell'interesse dei dipendenti per altre soluzioni digitali per la salute, che vanno dalle app che aiutano a trovare fornitori di servizi sanitari agli strumenti di realtà virtuale per la cura della persona. Rispetto al sondaggio Health on Demand condotto nel 2019, a livello globale si è registrata una maggiore percentuale di dipendenti ha riscontrato come le soluzioni digitali siano molto o estremamente preziose. La possibilità di accedere virtualmente all'assistenza è ora al centro dell’attenzione ed è diventata un'opzione apprezzata da parte dei dipendenti. I risultati del sondaggio confermano la tendenza che dovrà portare i datori di lavoro a pianificare un futuro in cui la maggior parte dei percorsi di assistenza sanitaria includano visite virtuali e supporti digitali.

 

Ridurre stress e ansia: I dipendenti statunitensi risultano particolarmente stressati, anche più di quelli di altri paesi. Mentre il 59% dei dipendenti statunitensi afferma di provare un certo livello di stress, un quarto riferisce di essere molto o estremamente stressato: si tratta della percentuale più alta registrata tra i 13 paesi inclusi nel sondaggio. Nel Regno Unito, ad esempio, solo il 16% dei dipendenti si dice molto o estremamente stressato, mentre in Italia torniamo a livelli alti: 49% prova un certo livello di stress (di cui 20% estremamente stressato)


Chiaramente, i dipendenti hanno bisogni insoddisfatti quando si tratta di cure per il benessere mentale. E’ interessante notare che la metà di tutti i dipendenti a livello globale (51%) e anche a livello italiano (46%) sottolinea il grande valore dei programmi che riducono il costo dei trattamenti per la salute mentale. I datori di lavoro che desiderano fornire un supporto per la salute mentale a prezzi accessibili dovrebbero inoltre notare che molti dipendenti in Italia (dato in linea con quello globale) apprezzerebbero molto la consulenza virtuale con un terapista tramite chat video (42%), oppure tramite messaggi (40%) e persino tramite chat di testo basate sull’intelligenza artificiale e senza coinvolgimento umano (34%).

 

Affrontare le disuguaglianze nell’accesso all’assistenza: La disuguaglianza nell'assistenza sanitaria è un problema che persiste: rispetto ai lavoratori a basso reddito, i lavoratori che godono di guadagni maggiori sono in grado di accedere a coperture mediche migliori, alla protezione del proprio reddito e alla consulenza per la salute mentale. A livello globale, i partecipanti con reddito familiare (HHI) pari o inferiore alla mediana hanno meno possibilità di accesso all'assistenza sanitaria privata (36%); un valore decisamente inferiore rispetto a quelli con HHI superiore alla mediana (46). A livello italiano, il gap si riduce sia per l’assistenza sanitaria privata (7%), sia per la garanzia infortuni (8% il gap).

Informazioni sulla survey

 

Per realizzare la survey 2021 MMB Health on Demand è stato chiesto a 14.000 dipendenti di 13 Paesi in tutto il mondo cosa vogliono quando si tratta di salute e benessere. I risultati per Paese e regione sono stati ponderati rispetto al campione reale (più di 1.000 in Italia). Il report che ne risulta raccoglie i risultati e restituisce la voce degli impiegati a sostegno del dibattito sulle preferenze in ambito di salute e benessere, sulla fornitura di benefit digitali, sulla disponibilità di soluzioni inclusive e rispettose dell'ambiente che soddisfino le agende ESG e sulla presenza di soluzioni per la salute mentale.

 

Cenni su Mercer

Mercer crede nella costruzione di un futuro più promettente attraverso la ridefinizione del mondo del lavoro, la rimodellazione delle soluzioni previdenziali e dei piani di investimento e l’effettiva promozione del benessere e della salute. Mercer conta oltre 25.000 dipendenti in 43 paesi e opera in 130 paesi. Mercer è un business di Marsh McLennan (NYSE: MMC), leader mondiale dei servizi professionali nei settori risk, strategy & people, con 76.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 17 miliardi di dollari. Attraverso i suoi business, leader di mercato, che comprendono anche MarshGuy Carpenter e Oliver Wyman, Marsh McLennan aiuta i clienti a orientarsi in un contesto sempre più dinamico e complesso. Ulteriori informazioni sul sito www.mercer.it. Segui Mercer su Linkedin e Twitter.

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