Il COVID-19 costringe le società a rivedere il loro approccio alla mobilità

 
  • La crisi sanitaria, con i paesi ancora alle prese con le ricadute economiche, politiche e sanitarie del COVID-19, rivoluziona la classifica Cost of Living 2021 di Mercer
  • Ashgabat, Turkmenistan, è la città più cara del mondo, scavalcando Hong Kong che scivola al secondo posto, mentre Beirut scala 42 posizioni e diventa la terza città più costosa
  • Milano e Roma balzano in alto nella classifica rispettivamente di 11 (Milano) e 18 (Roma) posizioni.

 

New York, 22 giugno 2021 – La pandemia ha rappresentato una rivoluzione senza precedenti per la mobilità internazionale e costringe le società a ripensare la gestione della mobilità della forza lavoro nel mondo post-covid. I dati sul costo della vita, la ricerca sulla mobilità condotta da Mercer e le informazioni ricavate dal lavoro che Mercer realizza con i clienti dimostrano che dopo molti anni in cui si sono sforzate di modernizzare le strategie sulla mobilità, ora le aziende iniziano ad adottare soluzioni alternative per gestire le missioni internazionali e gli incarichi di lavoro oltre confine per tutelare le attività e il personale all’estero.

 

Il costo della vita è sempre stato un fattore rilevante nella pianificazione della mobilità internazionale, ora la pandemia ha reso le decisioni molto più complesse, per esempio occorre tenere maggiormente conto delle implicazioni a lungo termine relative alla salute e sicurezza dei lavoratori, alle politiche sul lavoro a distanza e alla flessibilità”, ha dichiarato Marco Valerio Morelli, Amministratore delegato di Mercer Italia. “Le aziende devono ripensare le strategie legate alla mobilità e ai talenti, pertanto devono poter disporre di dati trasparenti e accurati per essere sicure di definire un trattamento retributivo in linea con l’incarico assegnato.”

 

La pandemia” ha aggiunto Morelliha cambiato per sempre il nostro modo di lavorare, accelerando il ricorso a scelte di flessibilità. Con il PNRR le aziende e la Pubblica Amministrazione possono da subito far leva sulla reale opportunità di un cambiamento nella direzione di una forza lavoro meglio organizzata e più adatta a accogliere le esigenze delle nuove generazioni e delle donne. Valutare in questo contesto la gestione efficace della mobilità è da considerarsi una leva strategica da analizzare con attenzione.”

 

Roma e Milano, le due città italiane prese in considerazione dalla ricerca di Mercer, salgono nella classifica rispettivamente alla posizione 36 e 47. La principale ragione è dovuta allo sfavorevole cambio valuta che ha colpito la maggior parte delle città dell’Eurozona. Tutte le città in cui la moneta è l’Euro sono dunque salite in classifica, perché tra maggio 2020 e maggio 2021 l’Euro ha guadagnato quasi 11% nei confronti del Dollaro. La città più costosa nell’Eurozona è Parigi (#33) seguita da Milano (#36) e Vienna (#37). Le città meno costose dell’Eurozona sono Leipzig (#138), Vilnius (#143) e Limassol (#156). La città che ha registrato la crescita più alta in classifica tra maggio 2020 e maggio 2021 è Bratislava, cresciura di 29 posizioni. E’ inoltre da notare come l’inflazione annua è piatta (0%) sia a Roma che a Milano, in base a Mercer International Basket.

 

La mobilità sta cambiando. Gli incarichi tradizionali di lungo termine (il classico espatrio di un dipendente per un paio di anni e la successiva reintegrazione nel paese di origine) sono sostituiti da altre forme di mobilità, come missioni di breve termine, assunzioni internazionali, trasferte permanenti, pendolarismo, lavoro all’estero a distanza, contratti da freelance internazionali.

 

L’indagine Worldwide Survey of International Assignment Policies and Practices 2020 di Mercer ha confermato che molte delle società intervistate offrono già soluzioni più flessibili per rispondere alla varietà di situazioni presentate dai dipendenti chiamati a ricoprire incarichi all’estero. Un’altra indagine Mercer relativa al periodo 2020/2021 ha rilevato che oltre il 50% dei datori di lavoro intervistati prevede cambiamenti in ambiti quali il numero di espatri, lo sviluppo dei talenti, le abitudini di pendolarismo o le trasferte brevi a causa della pandemia[1].

 

L’indagine Cost of Living 2021 di Mercer è un valido strumento a disposizione dei datori di lavoro per comprendere l’importanza di monitorare le oscillazioni valutarie e stimare le pressioni inflazionistiche e deflazionistiche sui beni, i servizi e gli alloggi in tutte le città o luoghi dove operano. I dati della ricerca permettono inoltre di determinare e gestire pacchetti retributivi adeguati per i dipendenti espatriati o in trasferta all’estero. Inoltre, il costo della vita in una città può incidere significativamente sulla scelta della destinazione dei talenti e orientare le decisioni delle aziende che vogliono ampliare o trasformare la propria presenza geografica.

 

Mercer Cost of Living City Ranking 2021

Dall’indagine Cost of Living City Ranking 2021 di Mercer emerge che Ashgabat è la città più cara per i dipendenti in trasferta, mentre Hong Kong scivola al secondo posto. Beirut si piazza al terzo posto, scalando 42 posizioni in classifica a causa della gravissima ed estesa depressione economica dovuta al susseguirsi di crisi inedite: dapprima la più importante crisi finanziaria vissuta nel paese, poi il COVID-19 e infine l’esplosione al Porto di Beirut nel 2020. Tokyo e Zurigo hanno entrambe perso una posizione passando rispettivamente dal terzo e quarto posto dell’anno scorso alla quarta e quinta posizione. Shanghai si è posizionata al sesto posto, guadagnando una posizione rispetto all’anno scorso. Singapore è scesa dal quinto al settimo posto.[2]

 

Nella top 10 delle città più costose per i dipendenti in trasferta in base all’edizione 2021 della ricerca Mercer rientrano Ginevra (8), Pechino (9) e Berna (10). Le città meno care del mondo per i dipendenti in missione internazionale, secondo l’indagine Mercer, sono Tbilisi (207), Lusaka (208) e Bishkek che, con il suo 209° posto, risulta la città meno costosa in assoluto.

 

America

Le città degli Stati Uniti quest’anno hanno perso posizioni nella graduatoria a causa principalmente delle oscillazioni valutarie tra marzo 2020 e marzo 2021, nonostante l’aumento dell’inflazione sui beni e servizi registrato nel paese. New York (14) si è classificata come la città degli Stati Uniti dove è più caro vivere anche se ha perso otto posizioni rispetto all’anno scorso, seguita da Los Angeles (20), San Francisco (25), Honolulu (43) e Chicago (45). Winston Salem (151) si conferma la città meno cara degli Stati Uniti per i dipendenti in trasferta internazionale. San Juan (89) ha perso 23 posizioni a causa della deflazione nel secondo semestre del 2020 e del livello molto basso di inflazione agli inizi del 2021, che hanno inciso sulla posizione in graduatoria.

 

Il dollaro canadese si è apprezzato sul dollaro USA, contribuendo alla scalata delle posizioni in classifica per le città canadesi quest’anno. Vancouver (93) è la città canadese più cara, seguita da Toronto (98) e Montreal (129). Ottawa, al 156° posto, è la città meno costosa del Canada.

 

In Sudamerica, Port of Spain (91) detiene il titolo di città più costosa, seguita da Port-au-Prince (92) e Pointe-à-Pitre (107). Brasilia (205) è la città del Sudamerica dove vivere costa meno per gli espatriati.

 

Europa, Medio Oriente e Africa

Tra le dieci città più care del mondo troviamo tre città europee: Zurigo, in quinta posizione, si conferma la città europea più cara, seguita da Ginevra (8) e Berna (10).

 

Il rafforzamento della valuta locale ha determinato un salto nella posizione in classifica di molte città europee, come Parigi che si è piazzata al 33° posto. La sterlina inglese rimane forte nel Regno Unito permettendo a Londra (18) di scalare una posizione e a Birmingham (121) di salire di otto posizioni.

 

Gli Emirati Arabi Uniti hanno continuato a diversificare l’economia riducendo il contributo dell’industria petrolifera al PIL. A causa di questa trasformazione tuttora in corso, Dubai (42) e Abu Dhabi (56) hanno registrato una flessione dei prezzi. Beirut è la città più cara del Medio Oriente per i dipendenti internazionali, scala 42 posizioni e si posiziona al terzo posto nella classifica mondiale. Le tre città più care dove vivere in Africa per i dipendenti internazionali sono N’Djamena (13), Lagos (19) e Libreville (20). Lusaka, al 208° posto, è la città africana meno cara.

 

Asia-Pacifico

Più della metà delle dieci città più costose del mondo si trova in Asia. Ashgabat è salita di un gradino quest’anno e risulta la città più cara non solo dell’Asia ma in assoluto del mondo. Seguono Hong Kong (2), Tokyo (4), Shanghai (6), Singapore (7) e Pechino (9). Mumbai (78) si pone al vertice delle città indiane più care ma quest’anno perde 18 posizioni in classifica a causa della debolezza relativa della rupia indiana.

 

Le città australiane quest’anno sono salite in graduatoria come risultato del forte apprezzamento del dollaro australiano rispetto al dollaro statunitense. Sydney (31) con 35 posizioni in più dell’anno scorso risulta la città australiana dove i dipendenti internazionali spendono di più, seguita da Melbourne (59) che guadagna 40 posizioni.

 

Note per gli editori

La classifica di Mercer è uno dei più completi strumenti riconosciuti a livello mondiale che fornisce alle multinazionali e ai governi le informazioni necessarie per determinare le strategie retributive per il personale espatriato. New York City è utilizzata come città base per tutti i raffronti, i movimenti valutari sono misurati rispetto al dollaro USA. L’indagine prende in rassegna oltre 400 città di tutto il mondo; la classifica 2021 coinvolge 209 città dei cinque continenti e misura il costo comparativo di oltre 200 prodotti e servizi in ogni località, compresi alloggi, trasporti, alimentari, abbigliamento, beni per la casa, prodotti e servizi per il tempo libero. I dati raccolti forniscono tutti gli elementi essenziali necessari per strutturare una politica retributiva equa e trasparente per i dipendenti chiamati a ricoprire incarichi internazionali. Clicca qui per saperne di più.

 

I dati Mercer di comparazione del costo della vita e degli affitti sono ricavati da un’indagine realizzata a marzo 2021. I tassi di cambio a tale data e il paniere internazionale di beni e servizi dell’indagine Cost of Living di Mercer sono stati utilizzati come misura base.

 

I governi e le principali società fanno riferimento ai dati dell’indagine Mercer per tutelare il potere d’acquisto dei propri dipendenti in missione all’estero; i dati sul costo dell’affitto sono utilizzati per stimare il “contributo alloggio” per gli espatriati. Le città oggetto dell’indagine sono selezionate in base alle richieste di dati provenienti dai clienti di Mercer.

 

Cenni su Mercer

Mercer crede nella costruzione di un futuro più promettente attraverso la ridefinizione del mondo del lavoro, la rimodellazione delle soluzioni previdenziali e dei piani di investimento e l’effettiva promozione del benessere e della salute. Mercer conta oltre 25.000 dipendenti in 43 paesi e opera in 130 paesi. Mercer è una società del gruppo Marsh & McLennan (NYSE: MMC), leader mondiale dei servizi professionali nei settori risk, strategy & people, con 76.000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 17 miliardi di dollari. Attraverso le sue aziende leader del mercato, tra cui Marsh, Guy Carpenter e Oliver Wyman, Marsh & McLennan aiuta i clienti ad orientarsi in un contesto sempre più dinamico e complesso. Ulteriori informazioni sul sito www.mercer.com. Mercer è su Twitter: @Mercer.

 

[1] Indagine Mercer Alternative International Assignments

[2] I dati di Mercer sono stati raccolti a marzo 2021; le varianze di prezzo in molto città non sono state significative alla data della raccolta dei dati a causa della pandemia, tenuto conto delle varie misure adottate dai governi nazionali che hanno per esempio deciso di non riscuotere l’IVA per diversi mesi.

 

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