Indagine FTSE Mib - Terza edizione

Indagine FTSE Mib - Terza edizione

Sala Stampa

Indagine FTSE MIB 2015 Mercer Italia

  • 13 maggio 2015
  • Italy, Milan-Rome

Retribuzioni fisse in crescita per gli AD, diminuisce la parte variabile legata ai risultati

Mercer presenta il tradizionale studio annuale sui compensi degli amministratori delle principali
società quotate sul mercato italiano (indice FTSE MIB)

Milano, 13 maggio 2015 - Per il terzo anno consecutivo Mercer, società leader a livello globale nella consulenza direzionale HR, presenta il proprio studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società del FTSE MIB, finalizzato ad analizzare le retribuzioni fisse e variabili degli organi di amministrazione e controllo delle principali società quotate italiane. Lo studio presenta le evidenze riscontrate su 351 aziende facenti parte dell’indice.

L’indice FTSE MIB ha concluso l’anno 2014 con un valore sostanzialmente vicino al valore di apertura, come si evidenzia nel grafico sottostante (figura 1). Ricordiamo tuttavia che, nel corso del 2013 l’Indice FTSE MIB aveva registrato un incremento di circa il 14% rispetto al 2012.

«A fronte di un aumento della retribuzione fissa degli Amministratori Delegati si registra una maggiore diffusione della erogazione di premi, ma con un valore complessivamente più basso dell’anno precedente. Tale fenomeno rispecchia a nostro avviso la performance tendenzialmente piatta dell’indice FTSE MIB e obiettivi da raggiungere per l’anno trascorso più sfidanti rispetto agli anni precedenti» commenta Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia.

PRESIDENTI E CDA - In linea con le best practice europee, i compensi dei Presidenti non esecutivi delle società del campione sono esclusivamente fissi. Con riferimento ai compensi fissi si riscontra una crescita del 19% rispetto a quelli del 2013, quando l’adeguamento alle disposizioni dei regolatori (Consob, Banca d’Italia, Ivass) aveva prodotto una netta diminuzione dei loro emolumenti.

AMMINISTRATORI DELEGATI - La remunerazione fissa assegnata agli Amministratori Delegati risulta in decisa crescita rispetto al 2013 ed al 2012 (+11% vs. 2013; +7,5% rispetto al 2012). «Tale incremento è a nostro avviso collegato a un duplice fenomeno: da un lato al fatto che nel corso del 2014 abbiamo assistito al rinnovo di diversi Consigli di Amministrazione, dall’altro alle specificità del contesto in cui operano oggi molti Amministratori Delegati, sempre più impegnati nella gestione di situazioni di crisi, turnaround e razionalizzazione, obiettivi tipicamente remunerati attraverso la componente fissa» spiega Morelli.

INCENTIVAZIONE VARIABILE: MISURARE E PREMIARE LA PERFORMANCE – L’edizione 2015 della ricerca ha mostrato un’adozione sempre più consapevole da parte delle aziende del campione dell’incentivazione variabile, sia a breve che a lungo termine.

CLAWBACK DEI BONUS: «Circa il 65% delle aziende fin qui analizzate dichiara nella propria Relazione sulla Remunerazione che potrebbe attivare meccanismi di clawback, cioè di restituzione del premio già erogato. E’ una novità (il meccanismo è stato introdotto dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate a luglio 2014) il cui recepimento va sempre più nella direzione del rafforzamento delle leve di controllo del CdA nei confronti dell’operato dei Top Manager e della coerenza della politica delle remunerazioni con il perseguimento degli
interessi a lungo termine della realtà aziendale, prassi molto consolidata a livello europeo
» illustra Sara Bottaro, Principal di Mercer, responsabile della Ricerca.

DONNE NEI CDA – Le donne rappresentano il 23% dei membri del board nelle aziende che applicano sistemi di governance tradizionale/monistici. Il dato positivo è in forte crescita se confrontato con il 10% del 2014 e allineato rispetto alla legislazione che impone una “quota rosa” minima del 20%. Al contrario, le donne componenti esecutivi dei Board sono solo il 2%.
«Assistiamo a un miglioramento della diversity nel Board, non solo di gender, ma anche di estrazione professionale e competenze» conclude Morelli. «Questo fenomeno, come insegna la letteratura manageriale internazionale, migliora il processo decisionale del Board con effetti positivi sulla performance e sulla sostenibilità nel lungo periodo. Il dato che fa riflettere è l’assenza di Amministratori Delegati donna».


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