I programmi di mobilità internazionale, messi in discussione dal lockdown legato a CoVid 19, ripensati dalle aziende di tutto il mondo col supporto di Mercer.

 

L’indagine Mercer Cost of Living analizza e compara, sulla base di un paniere omogeneo di beni e servizi, i costi per le aziende nell’invio di lavoratori expatriate. Hong Kong città più costosa del pianeta; In Italia, Milano si conferma più costosa di Roma.

 

Milano, Roma, Global, 9 giugno 2020

L’attuale scenario di disruption, in relazione alla pandemia ed alle conseguenti limitazioni, ha spinto le aziende a ripensare i loro programmi di Global Mobility focalizzando con forza il benessere dei loro dipendenti espatriati. Le direzioni HR, chiamate a ripensare modalità di lavoro, tecnologia e stili di leadership, devono prendere in considerazione forme alternative di incarichi internazionali oltre ai tradizionali programmi di mobilità per sostenere le loro operation e gestire le popolazioni expat.

 

Le aziende sono quindi chiamate a ripensare alle politiche e prassi di mobilità internazionale in chiave sempre più olistica, come una tra le leve dello sviluppo e gestione del Capitale Umano: per bilanciare economia ed empatia, con un’attenzione sempre più accurata all’equità interna ed esterna, dati precisi e trasparenti sono essenziali, tenendo anche conto dei cambiamenti derivanti dall'attuale pandemia e della volatilità ed incertezza dei mercati.

 

Per questo motivo assumono importanza sempre più rilevante banche dati complete ed affidabili, quale l’indagine Mercer Cost of Living, giunta alla 26esima edizione, che rileva fattori specifici come fluttuazioni valutarie, inflazione dei costi per beni e servizi e instabilità del mercato degli affitti sono essenziali per determinare il costo di gestione  di pacchetti di mobilità internazionale, per i dipendenti chiamati a ricoprire incarichi internazionali.

 

La pandemia COVID-19 ci ricorda che l'invio e il mantenimento dei dipendenti in incarichi internazionali è una responsabilità enorme e un compito difficile da gestire", ricorda Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia: "In questa fase, le organizzazioni sono chiamate a prendere in considerazione fattori legati alla gestione del Capitale Umano in senso più vasto: la pandemia senza dubbio obbligherà le organizzazioni a ripensare numerosi processi HR. Quante aziende saranno forzate dalle mutate circostanze a rivedere completamente le loro policy, trasformando quindi anche prassi consolidate?”.

 

Nel breve periodo questo nuovo approccio alla Global Mobility può comportare la ricollocazione di expat che sono stati rimpatriati per motivi di forza maggiore” riflette Matteo Tamburini, International Mobility Practice Leader Mercer Italia. “Nel medio termine, tuttavia, orizzonte temporale su cui stiamo già riflettendo con le multinazionali italiane clienti la priorità sarà quella di riallineare le decisioni in materia di Global Mobility rispetto a modelli economici emergenti che privilegiano filiere abbreviate, spostamenti più brevi e una rinnovata attenzione all’assessment, crescita delle competenze e reskilling del Capitale Umano. L’attenzione ai costi è un portato ovvio della crisi economica, quindi immaginiamo un ripensamento dell’approccio delle aziende alla mobilità internazionale, anche nella direttrice della virtualizzazione e del remote-working, tendenze HR chiave nel 2020”.

 

Le evidenze chiave 2020

L’edizione 2020 della Survey Mercer cost of Living vede Hong Kong in cima alla lista delle città più costose per gli espatriati, seguita da Ashgabat, Turkmenistan. Tokyo e Zurigo rimangono rispettivamente in terza e quarta posizione, mentre Singapore è in quinta posizione, in calo di due posizioni rispetto allo scorso anno. New York City si è classificata al sesto posto, risalendo dal nono posto. I dati Mercer sono stati raccolti a marzo; le variazioni di prezzi successive non hanno mostrato differenze significative a causa della pandemia; importante è stato invece sul ranking di quest’anno l’impatto di improvvise variazioni dei tassi di cambio, ancora a motivo della pandemia.

 

Altre città che compaiono nella top 10 delle città più costose di Mercer per gli expat sono Shanghai (7), Berna (8), Ginevra (9) e Pechino (10). Le città meno costose? Tunisi (209), Windhoek (208), Tashkent e Bishkek, che si collocano nell’ultima posizione, la 206, di una Survey che, come detto, compara un paniere omogeneo di 200 beni e servizi in 209 città per aiutare le aziende multinazionali pubbliche e private a definire le proprie politiche di remunerazione, garantendo il corretto potere di acquisto per i dipendenti inviati in assegnazioni estere, a partire dalle più ampie banche dati Mercer sul costo della vita, con dati rilevati in oltre 500 città. New York è utilizzata come città base per tutti i confronti e i movimenti valutari sono misurati rispetto al dollaro USA.

 

"La chiusura delle frontiere, le interruzioni dei voli, il lockdowm hanno influito non solo sul costo dei beni e dei servizi, ma anche sulla qualità della vita degli expat", ha ricordato Morelli. "I cambiamenti climatici, le problematiche legate all'impronta ambientale e le sfide del sistema sanitario spingono oggi le multinazionali a considerare in che modo gli sforzi di una città in materia di sostenibilità possono influire sulle condizioni di vita dei loro lavoratori espatriati. Le città con un forte orientamento alla sostenibilità possono pertanto impattare sul benessere delle popolazioni di lavoratori, innestando un circolo virtuoso all’insegna dei fattori ESG, su cui come Mercer poniamo da tempo l’accento".

 

Tre città europee sono tra le prime 10 liste delle località più costose. Al numero quattro della classifica mondiale, Zurigo rimane la città europea più costosa, seguita da Berna (8), in rialzo di quattro posizioni rispetto allo scorso anno, così come la successiva città europea in classifica, Ginevra (9).

 

Nonostante modesti aumenti dei prezzi in tutta Europa, diverse valute locali si sono indebolite nei confronti del dollaro USA. Mentre le economie di Francia e Italia hanno mostrato una contrazione verso la fine del 2019, la crescita dell'Eurozona si è avvicinata allo zero.

 

Milano ha mantenuto la propria posizione rispetto all’edizione 2019 (47 vs. 45); Roma invece è scesa di 10 posizioni rispetto all’edizione precedente, pur mantenendo invariata la distanza da Milano: si tratta di fluttuazioni legate alla valorizzazione del costo della vita di altre città presenti nella classifica.  

 

Il report fa parte di una ricca banca dati che Mercer mette a disposizione di multinazionali, governi e grandi aziende all’interno della propria linea di servizio dedicata ad assicurare le informazioni necessarie nel disegno di politiche retributive di tutte le popolazioni aziendali.

 

I governi e le grandi aziende utilizzano i dati di questa indagine per proteggere il potere d'acquisto dei propri dipendenti quando vengono inviati in assegnazioni internazionali. Il database Mercer sulle politiche di espatrio e distacco è tra i più ricchi e completi disponibili sul mercato.

 

La classifica completa è disponibile all’indirizzo: https://www.mercer.com/our-thinking/career/cost-of-living.html

CONTACT INFORMATION