Indagine Cost of Living 2015

Indagine Cost of Living 2015

Indagine Cost of Living edizione 2015

  • 17 giugno 2015
  • Italy, Milano/Roma

Milano, 18 giugno 2015 - Le fluttuazioni valutarie, guidate dalle agitazioni economico-politiche, possono contribuire ad incrementare il costo dei pacchetti di espatrio se non vengono prese le adeguate misure correttive. E’ un segnale d’allarme quello che arriva dalla 21 esima edizione dell’indagine “Cost of Living” di Mercer, leader globale nella consulenza per lo sviluppo e l’organizzazione del capitale umano. La ricerca rileva i costi di uno stesso paniere di beni e servizi in 207 città nel mondo.

«Le multinazionali continuano a riconoscere l'importanza di avere una forza lavoro globale e la gestiscono attraverso assegnazioni internazionali. Per questo devono essere in grado di monitorare e bilanciare il costo dei loro programmi di Global Mobility - argomenta Marco Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia - Le aziende devono valutare l'impatto delle fluttuazioni valutarie, dell'inflazione e dell’instabilità politica per l'invio di personale all'estero, garantendo nel contempo ai propri manager e professionisti pacchetti retributivi competitivi».

«Fattori quali l’instabilità del mercato immobiliare, la variabilità dei tassi di cambio e l’inflazione di beni e servizi influenzano in maniera significativa il costo del fare business in un’economia globale». A spiegarlo è Elena Oriani, Global Mobility leader di Mercer Italia. «In un contesto di globalizzazione ed interconnessione, il 75% delle multinazionali prevede di mantenere o incrementare il numero dei degli espatri nei prossimi due anni per rispondere a precise esigenze di business. Inviare dipendenti all’estero – prosegue Oriani – è infatti necessario per rispondere alla “guerra per i talenti critici” nei diversi mercati, le aziende necessitano di un’accurata e affidabile ponderazione del costo degli espatri».

CLASSIFICA MONDIALE - La città in assoluto con il più alto costo della vita per gli espatriati, per il terzo anno consecutivo, è Luanda (1), la capitale dell’Angola. Nonostante sia notoriamente una città relativamente economica, i beni di importazione sono accessibili solo ad un prezzo elevato. Hong Kong (2), Zurigo (3), Singapore (4), e Ginevra (5) sono le città europee ed asiatiche più costose per gli espatriati. Altre città nella top-ten sono Shanghai (6), Pechino (7) Seoul (8), Berna (9) e N’Djamena (10). Al contrario, le città meno care al mondo per gli espatriati sono Bishkek (207), Windhoek (206), e Karachi (205) rispettivamente in Kyrgysystan, Namibia e Pakistan.

 

L’ITALIA – A livello globale le città italiane guadagnano competitività e diventano più attraenti. Nel 2015 Milano è scivolata dalla 30° posizione dell’anno scorso al 53° posto, mentre Roma passa dalla 31° alla 59°. Questo spostamento nella classifica è dovuto principalmente alla svalutazione dell’Euro rispetto al dollaro e riguarda quindi molti paesi dell’Euro zona. Tuttavia, nella performance delle città italiane ha influito anche una battuta d’arresto registrata nel costo degli affitti delle case e da una maggiore possibilità di contrattare sui prezzi. A livello macro invece, ad influire positivamente sul mercato italiano, riducendo l’aumento dei prezzi, è stata la stabilità dell’inflazione.

 

Aumenta il divario tra Milano e Roma che nel 2014 erano in classifica una dopo l’altra, mentre nel 2015 tra le due ci sono 5 posizioni di distanza. Il confronto tra i due capoluoghi italiani mostra come ad esempio a Milano sia più costoso mangiare fuori casa e praticare sport. Tuttavia il divario sul costo della vita tra le due città, in termini relativi, non è aumentato di molto. Lo scostamento è dovuto principalmente alle performance simili delle altre città straniere che si sono andate ad inserire tra le due italiane.

 

EUROPA – Se prendiamo in considerazione esclusivamente le città europee il quadro assume sfumature diverse. Queste città si trovano prevalentemente nella parte bassa della classifica mondiale, concentrandosi per lo più dall’80esima posizione in poi, con un costo della vita quindi più basso. Detto questo, le 10 città più care d’Europa si distaccano dalla media con le località svizzere al vertice, le quali rientrano anche tra le più care del mondo: Zurigo (3), Ginevra (5) e Bern (9).

 

TOP 10 EUROPE

Global rank 2015

City

Country

3

Zurich

Switzerland

5

Geneva

Switzerland

9

Bern

Switzerland

12

London

United Kingdom

24

Copenhagen

Denmark

38

Oslo

Norway

46

Paris

France

49

Dublin

Ireland

53

Milan

Italy

59

Rome

Italy

 

Confrontando tra loro le città europee, senza quindi l’effetto cambio con il dollaro, si nota la buona performance delle città tedesche che si concentrano in media dalla 100esima posizione in poi. La Germania da circa 10 anni, con l’entrata in vigore dell’Euro, ha avuto una certa attenzione e rigore nel controllo dei prezzi, riuscendo così a mantenere sotto controllo il costo della vita. A Francoforte (98) ad esempio c’è un costo della vita inferiore a Milano del 9%, a Berlino (106) del 10% in meno.

 

Costo della vita contenuto anche In Spagna e Portogallo, dove la crisi ha tenuto bassi i prezzi. A Madrid (115) si registra un costo della vita inferiore del 10% rispetto a Milano, a Lisbona (145) dell’11% in meno. Le città italiane invece, nonostante un’assenza di inflazione e una certa stabilità dei prezzi, restano tra le più care d’Europa chiudendo la top 10 con Milano al 53esimo posto e Roma al 59esimo.

 

METODOLOGIA - Queste le principali evidenze dell’edizione 2015 dell’indagine “Cost of Living”. New York viene utilizzata come città base, e tutte le altre sono confrontate con questa; i movimenti valutari sono quindi misurati a confronto con il dollaro USA. Il costo della vita delle città non è da intendersi in senso assoluto ma come costo per mantenere condizioni di vita e di lavoro simili a quelle del paese di provenienza. Attraverso questa indagine Mercer determina cioè “l’indennità di costo vita” che deve essere riconosciuta ai dipendenti espatriati, perché sia tutelato il loro potere d’acquisto quando chiamati ad incarichi internazionali. Il report fa parte di una ricca banca dati che Mercer mette a disposizione alle multinazionali, ai governi ed alle grandi aziende.

 

Le oscillazioni valutarie e l'impatto dell'inflazione influenzano infatti il costo dei pacchetti di Global Mobility e le posizioni relative in classifica delle città.

 

«Allineare la forza lavoro e le strategie di mobilità assicurando che le giuste risorse siano nei posti più idonei è un’attività più che mai critica per gestire la globalizzazione – argomenta Oriani - Remunerare in maniera appropriata i dipendenti in assegnazioni internazionali è tanto importante quanto costoso, ed è per questo decisivo essere efficaci nel rispondere a istanze di contesto».

 

Secondo Oriani, questo è particolarmente importante per quelle realtà, come le “multinazionali tascabili” cha hanno da poco implementato programmi di mobilità internazionale. «E’ fondamentale che tali aziende abbiano a disposizione dati accurati e trasparenti così da valutare come compensare le proprie risorse in maniera equa, in linea con le richieste di mercato e monitorino le fluttuazioni dei prezzi nelle realtà in cui i propri dipendenti operano per continuare a remunerarli in maniera corretta e sostenibile».

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