Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), cruciale per la ripartenza dell’Italia, offre opportunità senza precedenti anche per la Pubblica Amministrazione e per gli enti a partecipazione pubblica, nel quadro di obiettivi ben definiti. La prima “missione” del piano riguarda infatti digitalizzazione, innovazione e competitività e prevede che il 100% del Paese sia connesso entro il 2026, quando il giudizio non riguarderà le procedure applicate, ma i risultati ottenuti e l’impatto sullo sviluppo del Paese.

 

PNRR: spendere bene i fondi per accelerare la crescita

 

Il meccanismo del Pnrr, pensato per dare impulso alla crescita dopo la crisi pandemica, implica che le risorse siano spese in modo adeguato. I fondi, infatti, saranno erogati in base al raggiungimento di precisi target e al rispetto delle milestone definite nel Piano, motivo per il quale già quest’anno occorrerà dimostrare la capacità di mettere a terra i progetti. Entro il 2021 devono essere approvate 27 riforme, realizzati 24 investimenti e 51 obiettivi, ma ad oggi, come emerge da un’informativa al Consiglio dei ministri, gli obiettivi centrati sono 13, gli investimenti 5 e le riforme approvate 8, quindi resta molto lavoro da fare con la collaborazione di tutte le parti.

 

Sono obiettivi sfidanti, che coinvolgono anche la PA: digitalizzazione, inclusione, salute e parità di genere possono dare un contributo per rinnovare il Paese in termini di innovazione, sviluppo e sostenibilità. “Dobbiamo imparare dal passato e concentrarci su alcune priorità strategiche”, ha detto Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia e presidente di Confindustria Assoconsult, riferendosi anche a transizione energetica, occupazione giovanile e femminile e competenze.

 

Ci sono però alcuni limiti, - per esempio il fatto che la PA centrale e locale non è abituata a lavorare su progetti e che l’Italia è arretrata sullo sviluppo delle competenze Stem, cruciali per il mercato del lavoro, - ma proprio dal Pnrr può arrivare la spinta per superarli.

 

Il supporto di Mercer per le missioni del PNRR

 

Nello scenario attuale, assume grande importanza il tema dell’accompagnamento, utile a individuare le azioni per cogliere le opportunità connesse al Pnrr: è quello che fa Mercer - leader globale nella consulenza per lo sviluppo e l’organizzazione del Capitale Umano, per i servizi attuariali, previdenziali e per gli investimenti istituzionali – mettendo a disposizione delle amministrazioni pubbliche una serie di servizi utili a sfruttare al meglio le opportunità connesse al Pnrr, in particolare sul selezione del personale, valutazione delle competenze, valorizzazione delle persone, upskilling e reskilling e riduzione del divario di genere.

 

Per fare un esempio, attraverso lo Strategic Workforce Planning, Mercer aiuta la PA a creare piani strutturati, solidi, monitorabili e ancorati agli obiettivi del Pnrr. O ancora, offre servizi per ridurre il digital gap, attraverso la creazione di roadmap per lo sviluppo cloud e l’implementazione di sistemi evoluti di gestione e sviluppo delle persone. Ci sono poi modelli di incentivazione a supporto del Pnrr e modelli di valutazione dei ruoli per supportare nell’adozione di meccanismi di valorizzazione dei profili professionali strategici per le PA (Mercer IPE). Altri servizi riguardano l’analisi dei rischi legati alla persona (per esempio per la definizione di politiche di welfare), la definizione di nuovi modelli di leadership nella dirigenza sanitaria e il supporto delle organizzazioni nella valutazione del livello di maturità sui temi DEI (diversity, equity e inclusion), sfruttando piattaforme digitali e analytics volti a misurare tre dimensioni (rappresentatività, equità e inclusione). 

 

Marco Valerio Morelli
Marco Valerio Morelli
Amministratore Delegato, Mercer Italia

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