In quale fase è il mercato?

 

Gli investitori si trovano ad affrontare un nuovo contesto di mercato dominato dalle preoccupazioni sull’inflazione e dall’aumento dei tassi di interesse. Mercer ritiene che l’inserimento nel portafoglio degli hedge fund possa rappresentare la soluzione ideale per molti investitori che ricercano un’effettiva diversificazione.

Negli ultimi anni l’esposizione al mercato azionario e obbligazionario attraverso strumenti tradizionali è stata la via maestra. Il mondo ha vissuto 13 anni di politica monetaria d’urgenza con una portata inedita degli stimoli che hanno aperto le porte all’inflazione, con livelli potenzialmente simili a quelli degli anni ’70.
 

Su questo sfondo, riteniamo che un piano di investimenti diversificati in hedge fund sia una soluzione corretta per gli investitori istituzionali. Non per una questione di market timing o per seguire la ciclicità dei mercati, ma semplicemente perché è  il momento migliore per iniziare a diversificare gli investimenti se ancora non lo si è fatto.
 

Gli hedge fund offrono oggi una delle migliori opportunità di diversificazione. Sono infatti l’unico asset strutturato in modo tale da assicurare una diversificazione degli investimenti rispetto all’equity e alle obbligazioni, senza rinunce significative in termini di ritorno assoluto e senza perdere di vista il rendimento a lungo termine.
 
 

Quali coperture offre un hedge fund?

 

Una volta presa la decisione di investire negli hedge fund, è importante farlo con l’adeguata diversificazione.

 

Non è opportuno investire tatticamente in strategie specifiche, né assumersi il rischio associato a un singolo asset manager né sceglierne quattro o cinque: si creerebbe un rischio di concentrazione non desiderato e spesso non remunerato. Riteniamo perciò che convenga adottare una strategia di investimento in hedge fund stabile e adatta a tutte le condizioni di mercato, attraverso un mix equilibrato di strategie e asset manager.
 

L’obiettivo principale è dunque diversificare l’investimento andando oltre le azioni e il reddito fisso, senza però cedere troppo in termini di rendimento. Al contempo è però fondamentale perseguire anche l’obiettivo del rendimento asimmetrico, cioè strutturare il portafoglio in modo che preveda un certo livello di esposizione ai rialzi dei mercati ma allo stesso tempo anche una forte protezione contro i rischi di downside.
 

Non è realistico sperare di ottenere rendimenti positivi nel lungo termine partendo da un ribasso, ma è realistico proteggersi in maniera significativa dai rischi di ribasso: una corretta gestione della perdita potenziale protegge il capitale globale investito.
 

Dopo la crisi finanziaria del 2008, l’attenzione sugli hedge fund è aumentata grazie alla loro capacità di preservare il capitale. A nostro avviso, avere un’esposizione diversificata a un gruppo “core” di strategie e implementarle affidandosi a società di gestione di primaria qualità dà maggiori probabilità di realizzare gli obiettivi previsti.
 

Investire è un compito difficile, nella misura in cui si cerca di prevedere una visione futura incerta. Implementare la strategia attraverso la selezione accurata di 10 o 12 asset manager permette potenzialmente di ridurre significativamente il rischio di coda.
 

Non è una panacea

 

Gli hedge fund, anche all’interno di un piano di investimento fortemente diversificato, non sono la risposta a tutte le incertezze, ma capire come funzionano può renderli più appetibili.

 

Nei momenti difficili, alcuni asset manager possono limitare o bloccare temporaneamente i riscatti, ma il 2008 ci ha insegnato che gli investimenti illiquidi non sono negativi, quel che conta è compensare le attività con le passività. Il blocco dei riscatti è un meccanismo per preservare il valore degli asset ed evitare le vendite forzate e viene sempre ampliamente illustrato nel prospetto informativo del fondo.
 

Infine c’è la questione delle commissioni. Si parla degli hedge fund come di un universo caro se paragonato al beta del mercato particolarmente a buon prezzo. Se ci sono però reali prospettive di alfa, può aver senso pagare di più rispetto ad una gestione attiva tradizionale.
 

Gli hedge fund si spingono un po’ oltre in questo assioma, ma si tratta di un settore che spesso offre un premio superiore al costo, a patto di effettuare una selezione rigorosa e su misura dei gestori. Inoltre negli ultimi dieci anni le commissioni sono diminuite di molto e sono stati attivati meccanismi migliori, come sconti in base alla dimensione degli asset o alla durata dell’investimento, o ancora il blocco delle commissioni di incentivo per compensare i diritti di riscatto.
 

In conclusione, gli hedge fund possono offrire la diversificazione di cui si ha bisogno in un momento in cui i mercati entrano in una nuova fase, a condizione di adottare un approccio oculato e veramente diversificato.

Luca De Biasi
Luca De Biasi
Wealth Business Lead
Sabrina Ferrata
Sabrina Ferrata
Institutional Business Development