Articolo originariamente pubblicato sull'Agenda del World Economic Forum il 27 settembre 2021.

 

Una prospettiva globale

Il divario pensionistico di genere è presente sostanzialmente nei sistemi previdenziali di tutto il mondo. La forbice presenta una varianza significative: da una parte troviamo il Giappone con un divario di quasi il 50%, mentre all’altro l’Estonia con un divario inferiore al 5%. Tradotto in valori correnti, il divario medio annuo in termini di trattamento erogato è di 8.400 $ negli Stati Uniti e di 6.000 £ nel Regno Unito.

 

Il grafico seguente mostra il divario pensionistico di genere esistente nella maggior parte dei paesi OCSE:

 

Cause del divario pensionistico di genere

 

1.     Cause occupazionali


Esiste una relazione diretta tra i trattamenti pensionistici erogati dai regimi pensionistici occupazionali e i modelli d’impiego. I trattamenti pensionistici erogati alle donne sono inferiori per i seguenti motivi:

 

  • Carriere lavorative più corte dovute all’ingresso leggermente ritardato nel mondo del lavoro, alle interruzioni del percorso lavorativo dovute alla maternità e al pensionamento anticipato
  • Maggiore utilizzo del lavoro part-time, che può essere frutto di una scelta ma che spesso serve per coprire le esigenze genitoriali o per prestare assistenza a un familiare stretto.
  • Gli effetti a lungo termine che l’impegno lavorativo limitato per un certo numero di anni sortisce sulle opportunità di avanzamento e sulla progressione retributiva.
  • Retribuzioni mediamente più basse per le lavoratrici a tempo pieno, malgrado il 72% delle aziende a livello globale dichiari che l’equità salariale sia parte della loro strategia retributiva.
  • Il salario medio nei settori dove la presenza delle donne è preponderante, come l’ospitalità, la sanità e l’istruzione, è più basso rispetto ai settori dominati dagli uomini.

2.     Cause legate alla struttura dei sistemi pensionistici


Esistono alcune tare strutturali che tendono ad ampliare il divario pensionistico di genere. Tra di esse figurano:

 

  • Le restrizioni alla maturazione del diritto di quiescenza, che richiedono una retribuzione minima o un numero minimo di ore da lavorare.
  • Il fatto che il versamento dei contributi e/o la maturazione dei diritti pensionistici possano non essere obbligatori durante i periodi di maternità o di congedo parentale retribuiti.
  • Le opzioni di riscossione dei trattamenti pensionistici possono per le donne possono essere limitate, se i sistemi previdenziali richiedono un periodo di contribuzione minimo o un intervallo di tempo minimo per acquisire il diritto.
  • Le tavole di mortalità, specifiche per ciascun genere, determinano emolumenti più contenuti per le donne in ragione dei tassi di mortalità più bassi.

I fattori seguenti hanno un effetto negativo in ragione dell’aspettativa di vita più lunga delle donne:

 

  • La mancata corresponsione di assegni ai superstiti/di reversibilità quando sono pagate le pensioni.
  • La mancanza di indicizzazione dei trattamenti pensionistici.
  • Il passaggio da programmi pensionistici a benefici definiti (BD) a quelli a contribuzione definita (CD), per cui il medesimo montante previdenziale può determinare per le donne, nel corso della vita, un reddito pensionistico complessivamente minore.
  • I modelli basati sul principio del “draw down”, in cui il montante previdenziale può esaurirsi prima del decesso del percettore.

3.    Questioni socio-culturali


Alcune caratteristiche presenti in molte società e culture concorrono ad aggravare il divario pensionistico. Tra esse troviamo:

 

  • L'assenza di asili nido e strutture simili, di qualità ed economicamente accessibili, limita le opportunità di lavoro per le donne.
  • L’impatto dei costi per l’assistenza ai figli sulla capacità di effettuare versamenti pensionistici volontari, dato che questi costi spesso sono sostenuti direttamente dalle donne e diminuiscono la quota di reddito da destinare al risparmio.
  • Qualora nell’ambito di sistemi CD sia data all’aderente la facoltà di scegliere la linea di investimento, spesso le donne mostrano una propensione al rischio minore. Nel lungo periodo ciò può portare a rendimenti inferiori.
  • In alcuni casi, le donne accusano un grado inferiore di istruzione finanziaria, che può influenzare le loro decisioni in materia.
  • La comunicazione e le campagne avviate dai fornitori di servizi pensionistici spesso ignorano bisogni peculiari delle donne, e usano un linguaggio per loro poco accattivante.
  • I diritti pensionistici maturati durante un’unione matrimoniale/civile potrebbero non essere suddivisi equamente in caso di divorzio o separazione.
  • Le donne possono dare priorità alle spese correnti per la casa e per gli altri rispetto a sé stesse o a risparmi più a lungo termine con finalità previdenziali.
  • Gli stereotipi di genere possono condurre a differenze nell’istruzione ricevuta (ad esempio in matematica e scienze) e all’aspettativa che le donne svolgano una quota maggiore dei lavori domestici (non retribuiti).

Considerata la molteplicità di cause e gli effetti concomitanti del divario pensionistico di genere, non esiste una soluzione univoca. Questo problema urgente deve essere affrontato da diverse prospettive e da una pluralità di parti interessate.

 

Come colmare il divario pensionistico di genere


Bisogna tenere a mente che per finanziare una pensione è necessario aver risparmiato regolarmente nel corso della propria vita. Per chi si trova già in età avanzata, l’azione di recupero da mettere in atto è consistente.

 

Di seguito, le azioni da intraprendere con maggiore urgenza da parte delle parti interessate:

Azioni a breve termine Responsabili HR Dirigenti del settore previdenziale Le donne Governis
Misure immediatamente agibili

Consentire modalità di lavoro più flessibili e una maggiore condivisione del congedo parentale.

Eliminare le soglie di accesso e le restrizioni dai piani pensione, in modo che possano accedervi anche i lavoratori a basso reddito e i lavoratori part-time.

Quando si tratta di questioni finanziarie, non mettere la testa sotto la sabbia.  Interessarsi alle proprie finanze e mettere meglio a frutto il proprio denaro.

Promulgare norme e leggi che rendano flessibili tutti i lavori. Migliorare le retribuzioni per le mansioni pagate meno.

Avviare seminari incentrati sul benessere finanziario.  Includere piccole iniziative che le donne possono mettere in atto ora, come la condivisione dei costi per l’allevamento dei figli.

Versare contributi per i periodi di congedo parentale e di aspettativa per l’assistenza ai familiari.

Fare pressione affinché siano istituiti seminari di educazione finanziaria, e frequentarli.  Chiedere supporto in materia di consulenza finanziaria. Gli investimenti beneficiano dalla crescita nel corso del tempo, quindi è fondamentale attivarsi subito e non aspettare troppo.

Migliorare, ampliare e rendere più accessibili i servizi di assistenza all’infanzia.

Azioni a lungo termine
Decisioni strategiche

Colmare i divari retributivi di genere. Questa è una delle cose in assoluto più importanti che è possibile fare.

Introdurre tavole attuariali unisex per il calcolo delle rendite previdenziali, indicizzare gli emolumenti e inserire automaticamente le prestazioni di reversibilità.

Affrontare col proprio partner le questioni inerenti ai risparmi, alle spese e alla situazione pensionistica. Assicurarsi di disporre di fondi sufficienti per risparmiare per la propria pensione.

Introdurre dei meccanismi di recupero della contribuzione previdenziale per i periodi di interruzione della carriera lavorativa.

Porre rimedio ai differenziali della carriera lavorativa che conducono a divari retributivi.

Accertarsi che le comunicazioni siano redatte nel linguaggio più adatto a catturare l’interesse delle donne.

Migliorare quei determinanti della salute che impattano sull’aspettativa di vita sana. 

Fare in modo che i diritti pensionistici facciano parte dei procedimenti di divorzio.

Introdurre modelli personalizzati per mostrare l’impatto dei diversi modelli d’impiego e delle interruzioni della carriera lavorativo su salario e pensioni.

Sensibilizzare in merito alle implicazioni che un divorzio può avere sul trattamento pensionistico.

Assicurarsi che il proprio ruolo lavorativo sia in una traiettoria di crescita. Ad esempio, i ruoli a contatto con la clientela e quelli di supervisione tendono ad avere tassi di promozione più elevati.

Introdurre crediti pensionistici per chi presta assistenza ai propri familiari.

Azka Ali
By Azka Ali

Actuarial Consultant, Mercer UK

David Knox
By David Knox

Senior Partner and National Leader of the Research Practice in Australia, Mercer

Yvonne Sonsino
By Yvonne Sonsino

Partner, Global Transformation Services, Mercer

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