Cosa si intende per impegno ESG/DEI nei Servizi Finanziari? 

 

Negli ultimi 5 anni, abbiamo registrato un utilizzo sempre maggiore di obiettivi ESG anche da parte di aziende che operano nel settore dei servizi finanziari, i cui indicatori spesso non coincidono esattamente con quelli operativi di business (come per esempio sicurezza sul lavoro, emissioni, ecc.). In questi casi, l’inclusione dei KPI ESG rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma che vede le aziende impegnate a definire un «purpose», riflesso anche aumento dell’utilizzo congiunto di tali obiettivi nei sistemi di incentivazione a breve e lungo termine.

 

In base ai dati rilevati dall’Osservatorio Mercer dedicato ai Comitati Remunerazione e Nomine 2021, notiamo che, tra il 2020 e il 2021:

 

  • Aumenta il livello di diffusione di Indici / Rating ESG nei sistemi LTI. Gli obiettivi «Social» rappresentano sempre la sfera ESG più misurata nel lungo termine
  • Aumenta dell’80%* il numero di aziende che inserisce KPI ESG connessi alla Diversity & Inclusion
  • Si mantiene il numero di presenze femminili nei CdA
  • Diminuisce la presenza femminile nella fascia apicale, fenomeno maggiormente presente nel settore dei Financial Services (10% contro il 16% delle aziende non Financial Services)
  • Si attesta un trend positivo sulla pipeline (55% su 45% sul personale impiegatizio e 32% su 31% sui quadri).


Cosa dicono Enti Regolatori? L’aggiornamento di Banca d’Italia

 

A conferma delle numerose pressioni degli Enti Regolatori nella direzione di una maggiore ed equa distribuzione di genere nel settore, Banca d’Italia ha di recente emanato (2 luglio 2021) un aggiornamento delle Disposizioni di vigilanza sul governo societario delle banche (Circolare n. 285/2013).

 

L’aggiornamento consiste in modifiche ad aspetti specifici della disciplina volte a rafforzare, in linea con la CRD V e le Guideline European Banking Association, gli assetti di governo delle banche e a raccordare meglio le attuali disposizioni con l’evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo.

Tra le novità c'è l'introduzione, nella normativa bancaria, di una quota minima di genere del 33% negli organi di amministrazione e controllo delle banche, da attuare entro tempistiche diversificate a seconda delle dimensioni.

 

Questa innovazione mira ad accrescere la diversità nella composizione degli organi e quindi il loro buon funzionamento: una pluralità di approcci e prospettive nell'analisi dei problemi e nell'assunzione delle decisioni favorisce, infatti, un maggiore dibattito nel board e contribuisce a migliorarne la visione strategica e la capacità di monitorare la gestione aziendale.

 

La misura fa seguito a precedenti iniziative, volte a incoraggiare una maggiore presenza femminile nei board delle banche.

Le modifiche introdotte annoverano inoltre tra i temi di rilevanza strategica le decisioni in merito a fattori ambientali, sociali e di governance - ESG.


 

Roberta Sapia

Responsabile Financial Services, Mercer Italia

 

Massimo Magni

Senior Associate, Mercer Italia

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