dicembre 03, 2021

 

A partire dal 3 dicembre 2021 le aziende con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di redigere con cadenza biennale una relazione sulle pari opportunità che analizzi il divario - retributivo e organizzativo - tra lavoratori di sesso maschile e femminile. È quanto stabilisce la legge n. 162/2021 di modifica del Codice delle pari opportunità. Tra le novità compaiono l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società non quotate controllate da pubbliche amministrazioni, una definizione ampliata dei fattori da considerare nella valutazione della discriminazione diretta e indiretta e il rilascio di una certificazione di parità di genere alle aziende che rispondono a determinati parametri.

Punti salienti: le novità introdotte dalla legge n. 162/2021 di modifica del Codice delle pari opportunità

 

  • Le aziende con oltre 50 dipendenti devono pubblicare con cadenza biennale una relazione telematica sulle pari opportunità entro il 30 aprile. Finora erano obbligate soltanto le aziende con oltre 100 dipendenti. Le aziende con meno di 50 dipendenti possono redigere la relazione sulle pari opportunità su base volontaria. Il rapporto deve includere un’analisi della retribuzione (sia lo stipendio base che la retribuzione complessiva) e le differenze in termini di componenti accessorie; la situazione occupazionale tra lavoratori di sesso maschile e femminile, compreso il numero complessivo di lavoratori e lavoratrici nonché la funzione svolta in azienda; informazioni relative a licenziamenti, selezione del personale, assunzioni e formazione, pensionamenti, promozioni e percorsi di carriera; equilibrio tra tempi di vita e di lavoro, politiche sulla diversità e l’inclusione. Il Ministro del Lavoro pubblicherà un modello di relazione che le aziende dovranno compilare e una copia della relazione dovrà essere trasmessa alle rappresentanze sindacali aziendali. I dati possono essere comunicati ai dipendenti, in base a specifiche condizioni.

  • Le aziende che non pubblicano la relazione sulle pari opportunità o la trasmettono con un ritardo di 12 mesi o più andranno incontro a sanzioni, che prevedono anche la soppressione degli sgravi ai contributi a carico del datore di lavoro. L’Ispettorato del lavoro verificherà le relazioni presentate e il datore di lavoro che fornisce informazioni incomplete o mendaci può incorrere in una sanzione pecuniaria fino a un massimo di 5.000 euro.

  • Le aziende che predispongono la relazione sulle pari opportunità e soddisfano determinati parametri sulla parità di genere possono richiedere la “certificazione della parità di genere”. Le aziende certificate beneficerebbero di un esonero pari all’1% del versamento dei contributi previdenziali, nel limite di 50.000 euro l’anno.

  • La definizione di discriminazione diretta e indiretta è stata ampliata per includere ogni modifica su base discriminatoria alle condizioni di lavoro e all’orario di lavoro che ponga i lavoratori e le lavoratrici in posizione di svantaggio, motivata da stato di gravidanza, esigenze di maternità o paternità o accudimento familiare o dal sesso.

  • I consigli di amministrazione delle società non quotate controllate da pubbliche amministrazioni devono comprendere un minimo di due quinti di consiglieri del genere sottorappresentato. Precedentemente tale requisito si applicava unicamente alle società quotate.

Testo di riferimento

 

Valentina Mosca
by Valentina Mosca

Principal, Mercer Career

Mario Distasi
by Mario Distasi

Senior Manager, Mercer Career

Fiona Webster
by Fiona Webster

Principal, Mercer’s Law & Policy Group


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