Italia
Milano,
2 September 2009
Il World Economic Forum e Mercer presentano le strategie per far fronte alla sfida del finanziamento delle pensioni e dell’assistenza sanitaria in un mondo sempre più maturo
A fronte dell’invecchiamento demografico e dei futuri costi previdenziali e sanitari, le aziende avranno un ruolo essenziale nell’affrontare queste sfide.
Il World Economic Forum ha appena pubblicato una relazione dal titolo “Transforming Pensions and Healthcare in a Rapidly Ageing World: Opportunities and Collaboration Strategies” (“Trasformare le pensioni e la sanità in un mondo che invecchia rapidamente: opportunità e strategie di collaborazione”), con il patrocinio di Mercer e dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Negli anni a venire, il rapporto tra il numero di anziani e la popolazione attiva aumenterà notevolmente in molte parti del mondo. Mercer ritiene che, in un contesto caratterizzato dalla riduzione della forza lavoro, dall’invecchiamento demografico e dall’aumento del costo dei benefit sanitari e previdenziali, le aziende avranno un ruolo essenziale nel definire le politiche pubbliche e nell’affrontare queste sfide.
“Questo report incoraggia le aziende e i responsabili politici ad ampliare e a rivedere il proprio pensiero strategico,” afferma Michele Burns, Chairman e Chief Executive Officer di Mercer.
“Il report dimostra quanto sia importante che il settore pubblico e quello privato agiscano immediatamente e in modo concertato. Cosa ancor più interessante, l’analisi elabora un modello di trasformazione pragmatico, individuando le strategie più promettenti e presentando i principali scenari futuri per valutarne l’efficacia. Le principali strategie vanno da quelle esistenti ma sottovalutate, ad alternative innovative che meritano una seria considerazione.”
Parallelamente al report del World Economic Forum, e traendo spunto dalle idee e dalle analisi ivi contenute, Mercer ha pubblicato un numero speciale della newsletter globale “Prospettiva” in cui i più autorevoli esperti aziendali espongono esperienze pratiche di consulenza nei settori delle pensioni, della sanità e della gestione delle risorse umane, tutti colpiti dall’invecchiamento della popolazione mondiale.
Trasformare le pensioni e la sanità: il datore di lavoro come attore o come spettatore?
Secondo Mercer, i governi stabiliscono le regole entro cui i datori di lavoro devono operare e creano il contesto di fondo. Se il dialogo tra stato e imprese verte esclusivamente sul rapporto tra il costo e l’adeguatezza dei benefit, è facile che nascano tensioni. Al contrario, un dialogo costruttivo può generare situazioni vantaggiose per entrambe le parti (i cosiddetti scenari “win/win”) in cui i datori di lavoro, incoraggiati dai governi o di concerto con i governi, prendono iniziative quali la promozione del lavoro per i cittadini più anziani, l’offerta di formazione in ambito finanziario, il miglioramento dei processi di risparmio o delle rendite per rendere più efficace la sostituzione dei versamenti forfettari.
Da parte loro, i datori di lavoro possono svolgere un ruolo costruttivo collaborando attivamente con le società di servizi finanziari e i prestatori di servizi sanitari. Il pooling internazionale delle assicurazioni-vita e la gestione multi-paese degli accordi sanitari sono alcuni esempi di questa collaborazione. Mercer ritiene che, man mano che le normative nazionali lo consentiranno, questi sviluppi diventeranno più sofisticati e verranno estesi ad altri settori dell’asset management e della riduzione dei rischi.
Rendere i piani previdenziali più efficaci
Mentre i benefit per i singoli dipendenti che si avvicinano alla pensione possono rimanere invariati, il livello dei benefit potenziali per i dipendenti attuali e futuri sta subendo un taglio. Inoltre, sia il settore pubblico sia quello privato tendono a trasferire sempre più il rischio sugli iscritti ai piani previdenziali. La newsletter Prospettiva di Mercer spiega come rendere più efficaci i piani a contributo definito e a beneficio definito per soddisfare le esigenze di un mondo che invecchia.
Nei piani a beneficio definito, l’elemento principale da affrontare è la prestazione del fondo rispetto alle passività. Le decisioni strategiche di investimento si fanno più complesse, ma allo stesso tempo vanno prese sempre più rapidamente. Il rischio è che gli amministratori dei piani non dispongano del tempo o dell’esperienza necessari a valutare alternative di investimento complesse. Per molti promotori, gli amministratori dei piani dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di delegare le decisioni a professionisti dotati delle qualifiche necessarie, non solo per ottenere il massimo ritorno, ma anche per evitare rischi inutili.
Nei piani a contribuzione definita, Mercer ha osservato che pochissimi iscritti conoscono i propri obiettivi e le proprie esigenze, e potrebbero non riuscire a selezionare e ad aggiornare correttamente le proprie alternative di investimento. Gli iscritti a questi piani sono vittime dei propri comportamenti inconsci, delle proprie capacità e della propria apatia. Mercer presenta loro una serie di raccomandazioni. Quanto più semplici e limitate saranno le decisioni che gli iscritti al piano dovranno prendere, tanto meglio sarà per loro. I contributi devono essere accessibili per spingere i dipendenti con gli stipendi più bassi ad aderire ai piani a contribuzione definita, poiché un contributo ridotto è meglio di un contributo zero. Laddove l’iscrizione automatica sia prevista per prassi o per legge, i contributi possono essere fissati ad un livello più alto con aumenti automatici. Le alternative di investimento di default devono offrire una possibilità ragionevole di realizzare il ritorno sull’investimento desiderato. E nelle aziende che non effettuano l’iscrizione volontaria ai piani, è possibile ricorrere ad una comunicazione regolare e ripetuta per incentivare i dipendenti ad iscriversi e a risparmiare.
Strategie sanitarie per un mondo che invecchia – opportunità per le aziende
Una delle principali preoccupazioni delle aziende nel fidelizzare i lavoratori più anziani è rappresentata dalle potenziali ripercussioni sui costi sanitari. Le ricerche rivelano che i problemi di invalidità ed assenteismo aumentano con l’età; tuttavia, nelle fasce d’età più alte la potenziale invalidità tra i lavoratori attivi diminuisce.
Le iniziative adottate in questo settore hanno maggiori possibilità di successo laddove il disegno del ruolo, in termini di condizioni di lavoro, ambiente, natura dell’attività e formazione, viene considerato parallelamente ai problemi di salute.
Diventa quindi essenziale che l’azienda aiuti i dipendenti ad utilizzare al meglio i servizi sanitari. Mercer ha notato che le iniziative volte ad offrire maggiori responsabilità di risparmio ai singoli dipendenti avrebbero maggior successo se fossero abbinate ad iniziative di coaching. Ad esempio, offrire incentivi pratici ai dipendenti per aiutarli a seguire una dieta più sana o a fare più esercizio fisico può fungere da spunto per elaborare una vasta gamma di iniziative orientate al benessere.
Un’altra tendenza individuata da Mercer è il ritorno da parte di alcune aziende ad iniziative sanitarie in loco o online per controllare le spese sanitarie e migliorare la produttività dei dipendenti. Queste iniziative possono offrire la possibilità di sorvegliare meglio alcune patologie croniche, ampliare i programmi orientati alla salute e alla produttività e limitare gli infortuni sul lavoro.
Inoltre, le aziende hanno la possibilità di migliorare gli incentivi ai prestatori di servizi sanitari. All’atto pratico, afferma Mercer, questo settore potrebbe rivelarsi il più importante per le aziende, e anche quello in più rapida evoluzione negli anni a venire. I programmi “pay-for-performance”, abbinati allo sviluppo di una rete di prestatori convenzionati e la responsabilizzazione dei dipendenti nella scelta delle cure sanitarie generano una forza di cambiamento costruttivo.
Strategie per i dipendenti per far fronte all’invecchiamento della popolazione aziendale
Un elemento cruciale del successo di business è fare in modo che l’organizzazione disponga del numero giusto di dipendenti, dotati delle skill necessarie per eseguire la strategia aziendale. Senza una manodopera adeguata, un’azienda non è in grado di competere. Il Workforce Planning è riconosciuto da molte aziende come un elemento essenziale per essere competitive, analizzare le proprie esigenze di manodopera future rispetto al mercato del lavoro interno ed esterno, onde identificare le eventuali lacune ed elaborare iniziative per colmarle.
L’impatto globale dell’invecchiamento demografico sui mercati del lavoro è un nuovo fattore di cui tener conto nel workforce planning. Un report ONU del 2007 indica che entro il 2050 il numero di individui di età superiore ai 60 anni nei paesi industrializzati passerà dal 21% attuale al 32%, e nei paesi meno avanzati passerà dall’8% attuale al 20%. Pertanto, il workforce planning deve affrontare il problema essenziale dell’invecchiamento demografico a lungo termine, promuovendo il lavoro per i dipendenti più anziani, una strategia sulla quale impostare la pianificazione del personale di ogni organizzazione.
Le opportunità e le strategie di collaborazione nascono dalla discussione del problema
“In un’epoca in cui la ripresa dalla recente recessione economica esercita forti pressioni su risorse già in difficoltà,” osserva Burns, “questo studio offre ai leader mondiali un solido quadro decisionale per valutare e dare la priorità a strategie alternative di finanziamento delle pensioni e dei piani sanitari. I datori di lavoro, i prestatori di servizi sanitari e i governi dovranno collaborare secondo nuove modalità per far fronte alle sfide emerse dallo studio. In particolare, la grande sfida rappresentata dal finanziamento delle pensioni e delle cure sanitarie a fronte di un invecchiamento demografico senza precedenti richiede interventi concertati in età più giovane e non solo in prossimità o in corrispondenza dell’età pensionabile. Questo studio è un chiaro invito ad una riflessione strategica da parte dei leader globali che intendono rivedere i propri programmi previdenziali e sanitari. Mercer intende continuare a collaborare con molte grandi aziende per realizzare un’innovazione efficace e trovare soluzioni pratiche in questi settori.”
-Fine-
Il report World Economic Forum e Mercer
Il report del World Economic Forum può essere scaricato al seguente indirizzo: http://www.weforum.org/pensionshealthcare
La newsletter globale Prospettiva di Mercer, che affronta le implicazioni dell’invecchiamento della popolazione mondiale sulla struttura dei piani previdenziali, sui piani a beneficio definito, sulla pianificazione dell’assistenza sanitaria e della forza lavoro in previsione di un invecchiamento dei dipendenti, può essere scaricato al seguente indirizzo: www.mercer.com/WEF
Mercer è il leader mondiale della consulenza nelle Risorse Umane, nell'Outsourcing e nell'Investment Consulting, e collabora con i propri clienti per risolvere i problemi più complessi di benefit e capitale umano, elaborare e gestire piani sanitari, previdenziali e di altro genere. Mercer è leader nell'outsourcing dei benefit. I servizi Mercer vanno dall'investment consulting alla gestione degli investimenti multi-manager. Mercer conta oltre 18.000 dipendenti in più di 40 paesi. L'Azienda è interamente proprietà di Marsh & McLennan Companies, Inc., che è quotata - come MMC - alla borsa di New York, Chicago e Londra. |
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Brunella Lupano
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Sono disponibili i report del World Economic Forum e di Mercer

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